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Rigore negato al Cagliari, l’analisi di Boi: “Decisione corretta, sui social pesano le rivalità”

L’episodio del rigore negato in Cagliari-Milan fa discutere. Il giornalista Boi analizza l’accaduto, spiegando perché non era penalty e attribuendo il dibattito social alle rivalità tra tifoserie.

L’episodio del presunto rigore non concesso durante Cagliari-Milan continua a tenere banco. Sulla questione è intervenuto anche il giornalista Giuseppe Boi, che attraverso i suoi canali social ha offerto una lettura chiara e decisa dell’accaduto, distinguendo la valutazione tecnica dalla polemica mediatica.

La valutazione sull’operato di Abisso

Secondo l’analisi di Boi, la prestazione del direttore di gara Abisso non è stata impeccabile, ma la decisione specifica sul contatto in area rossonera è stata corretta. Il giornalista ha spiegato la sua posizione dal punto di vista tecnico: “Abisso non ha arbitrato bene, ma non c’era nessun rigore per il Cagliari: Ricci è in rotazione e il suo polso destro è vicino al corpo (e al piede di Kilicsoy)”. La dinamica dell’azione, quindi, non presenterebbe gli estremi per la concessione del calcio di rigore, poiché il tocco di braccio sarebbe involontario e congruo al movimento del giocatore.

Il dibattito social secondo Boi

Boi ha poi spostato la sua attenzione sul clamore generato dall’episodio sui social network. A suo avviso, la discussione online non sarebbe tanto animata dalla ricerca di una verità oggettiva, quanto dalle storiche contrapposizioni tra le grandi tifoserie del campionato italiano. “Più che cercare la verità, il tam tam social è legato alle rivalità tra tifosi di Milan, Inter e Juventus”, ha commentato, suggerendo che il dibattito sia inquinato da dinamiche che vanno oltre il singolo episodio arbitrale.