La sfida della 20ª giornata di Serie A tra Genoa e Cagliari ha lasciato dietro di sé alcuni episodi arbitrali meritevoli di approfondimento. Dalle reti convalidate dopo un attento controllo ai presunti tocchi di mano nelle aree di rigore, l’analisi post-partita si concentra sulle decisioni chiave che hanno inciso sul match.
I casi di tocco di mano in area
Durante l’incontro, si sono verificate diverse situazioni dubbie legate a tocchi di braccio. Il Cagliari ha protestato timidamente per un contatto di Norton-Cuffy. Il pallone però, proveniente da un compagno, ha colpito il braccio destro dell’inglese, tenuto lungo il corpo e considerato non punibile. Simili le valutazioni su altri episodi: un tocco di Ostigard è stato giudicato involontario per la distanza ravvicinata e l’assenza di un movimento innaturale del braccio. Anche un intervento a terra di Luperto, con la palla che finisce sul braccio, non è stato ritenuto falloso. Nel finale di gara, un tiro di Palestra ha trovato il braccio di Masini. Ma quest’ultimo era attaccato al corpo. Così l’arbitro non ha assegnato alcun rigore.
Le reti convalidate al VAR
Due gol hanno ricevuto un’attenta revisione. La rete di Colombo è stata considerata regolare: al momento del lancio di Malinovskyi, l’attaccante si trovava in posizione valida, tenuto in gioco sia da Rodriguez che da Palestra. Più complesso il check sul gol di Ostigard, che ha richiesto un tempo di valutazione superiore alla norma. La ragione risiede nella posizione di Thorsby, risultato millimetricamente oltre la linea dei difensori del Cagliari sulla punizione di Martin. Tuttavia, il centrocampista non è stato ritenuto attivo nell’azione, poiché non interferiva con il gioco né si trovava sulla traiettoria del pallone, rendendo di fatto la sua posizione ininfluente e il gol valido.




