L'appello di Giulini al Governo: "Serve un decreto attuativo sugli stadi per Euro 2032"
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L’appello di Giulini al Governo: “Serve un decreto attuativo sugli stadi per Euro 2032”

Tommaso Giulini chiede un decreto al Governo per il nuovo stadio, un passo decisivo per la candidatura italiana a Euro 2032.

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, è intervenuto durante la trasmissione “La Politica nel Pallone” su Rai Gr Parlamento per discutere tra gli altri temi anche del futuro impianto sportivo del club. Le sue parole hanno messo in luce il legame indissolubile tra la realizzazione del nuovo stadio e la candidatura dell’Italia a ospitare gli Europei del 2032.

Un decreto per il futuro degli stadi italiani

Giulini ha sottolineato la necessità di un intervento normativo per accelerare la modernizzazione delle infrastrutture sportive in Italia. Secondo il presidente, senza un apposito decreto, verrebbe a mancare l’incentivo per investimenti significativi. “Se l’Italia vuole davvero ospitare gli Europei, è fondamentale che ci sia un decreto attuativo per gli stadi”, ha affermato. “Per quale motivo Cagliari dovrebbe costruire un impianto da 30.000 posti anziché da 25.000 se non ci fosse la prospettiva di un evento come Euro 2032? Ci aspettiamo che il Governo prenda atto dello stato precario in cui versano gli stadi italiani e supporti noi imprenditori nel realizzarne di nuovi, non solo a Cagliari ma in tutto il Paese”.

Il progetto Cagliari in dirittura d’arrivo

Ripercorrendo l’iter del nuovo stadio, Giulini ha parlato di un percorso lungo quasi un decennio, rallentato da ostacoli burocratici che hanno richiesto la gestione di un’enorme mole di documenti. “Siamo ormai alle battute finali”, ha dichiarato, confermando che la fase progettuale è quasi conclusa. La decisione di aumentare la capienza a 30.000 posti è stata presa proprio per allinearsi alle richieste della FIGC in vista della candidatura europea. Tuttavia, per completare l’opera manca ancora un tassello cruciale. “L’unico elemento che ancora ci manca è un sostegno da parte del Governo, che potrebbe concretizzarsi sotto forma di debito, equity o garanzie”, ha concluso il presidente.