Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha tracciato un bilancio dei suoi dodici anni al timone della società rossoblù. Intervenuto telefonicamente durante la trasmissione “La Politica nel Pallone” su GR RAI Parlamento, ha condiviso una riflessione personale sul suo percorso, segnato da momenti di grande difficoltà e immense soddisfazioni.
Le due facce della retrocessione
Giulini ha definito i suoi anni alla presidenza così: “Sono e sono stati anni di grande passione. I momenti più difficili sono stati sicuramente le due retrocessioni, soprattutto la seconda, mentre la prima fu quasi fisiologica per via della situazione stadio che avevamo ereditato, le vicende personali del mio predecessore, una situazione generale che nei primi mesi avevamo dovuto fronteggiare”.
Le difficoltà di Giulini
Così il presidente rossoblù sulle difficoltà degli inizi: “Dal punto di vista sportivo avevo anche pagato l’inesperienza degli esordi nel mondo del calcio da presidente e mi ha insegnato tanto, portandoci a vincere per la prima volta nella storia del Cagliari il torneo cadetto, e non è mai banale poter dire di avere vinto un campionato. Il momento più complicato è stata la seconda retrocessione, nel 2022, pareggiando contro il Venezia già retrocesso; siamo andati in B in modo molto triste ma meritatamente, perché ci trascinavamo una serie di errori commessi negli anni precedenti e quando retrocedi non è mai una casualità o un qualcosa di improvviso”.
Le gioie più recenti e indelebili
Il racconto di Giulini si è poi concentrato sulle soddisfazioni più recenti, che hanno regalato emozioni forti alla tifoseria: “Le ultime tre stagioni ci hanno dato grandi soddisfazioni: la promozione a Bari con il gol di Pavoletti, e le due salvezze, a Reggio Emilia cl Sassuolo e con la gara della scorsa stagione col Venezia, che ha in qualche maniera chiuso il cerchio, grazie anche al meraviglioso gol di Deiola. Se devo scegliere, ecco, mi tengo stretto queste partite”.




