La partita tra Cagliari e Juventus continua a far discutere, soprattutto per quanto riguarda le decisioni arbitrali. Il giornalista Carlo Nesti, attraverso un’analisi pubblicata sui suoi canali social, ha espresso la sua opinione sui principali episodi da moviola, sostenendo che alla squadra bianconera mancherebbero due calci di rigore.
Il regolamento
Prima di entrare nel dettaglio degli episodi, Nesti muove una critica al regolamento calcistico attuale, che a suo dire non lo convince. L’ex telecronista vorrebbe un ritorno al concetto di involontarietà per i falli di mano e una valutazione diversa del fuorigioco, basata sulla “luce” tra attaccante e difensore. Tuttavia, sottolinea la necessità di accettare e applicare le norme vigenti, che definisce per “educande e ballerini”. Secondo il giornalista, il regolamento punisce la negligenza, l’imprudenza e l’eccesso di vigoria fisica, ampliando enormemente la discrezionalità arbitrale, seppur limitata dall’intervento del VAR. Proprio sulla base del concetto di “negligenza”, Nesti analizza i due contatti dubbi avvenuti nell’area del Cagliari.
I contatti su Yildiz e Bremer
Il primo episodio contestato è il contatto tra Adopo e Yildiz. Secondo Nesti, il giocatore della Juventus viene messo a terra da un’”ancata” mentre si stava inserendo tra due avversari. Il fatto che il calciatore turco non abbia protestato viene interpretato dal giornalista come un semplice gesto di sportività, che non dovrebbe influenzare la decisione arbitrale. Il secondo caso riguarda invece un intervento di Obert su Bremer. Per Nesti, il difensore del Cagliari impedisce al brasiliano, in possesso del pallone, di proseguire la sua corsa verso la porta con un calcio. Pur ammettendo la possibilità di altre interpretazioni, il giornalista conclude con una riflessione sulla soggettività delle decisioni: a suo avviso, su dieci arbitri, la metà avrebbe concesso i due rigori alla Juventus, mentre l’altra metà avrebbe lasciato correre, come poi è effettivamente accaduto.




