In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane ha toccato diversi temi, dalla sua filosofia di calcio alla gestione del gruppo, passando per le sfide personali che ne hanno forgiato il carattere. Le sue parole rivelano un allenatore che fonda il suo lavoro sull’equilibrio, sulla responsabilità e su una profonda riconoscenza verso la fiducia accordatagli dal presidente Giulini, che ha creduto in un percorso strutturato e non in una scelta estemporanea.
Il calcio di Pisacane
L’approccio di Fabio Pisacane al calcio rifugge le etichette. Il tecnico non si definisce né “giochista” né “risultatista”, ma si colloca nel mezzo, cercando un punto di incontro tra le due filosofie. “Se fossi risultatista, tradirei il gioco; se fossi giochista, tradirei la squadra, allenerei me stesso“, ha spiegato, sottolineando come l’obiettivo primario sia portare a casa punti, non semplici complimenti. Le vittorie di prestigio contro la Roma di Gasperini e la Juventus di Spalletti sono la prova che il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta, ma non rappresentano un punto di arrivo. Secondo Pisacane, il suo Cagliari predilige “un calcio posizionale che abbraccia il relazionale”, dimostrando che le due anime possono coesistere per raggiungere anche l’impossibile attraverso ordine, spirito e sacrificio.
La forza nata dalle difficoltà
La capacità di mantenere l’equilibrio, fondamentale per puntare alla salvezza, affonda le radici nella storia personale dell’allenatore. Pisacane ha raccontato di come la sua forza interiore derivi dalla lotta contro la sindrome di Guillain-Barré, diagnosticatagli a 13 anni. “Sono forte perché la vita mi ha obbligato a diventarlo, non perché l’ho scelto“, ha confessato, descrivendo la malattia come un evento che, “se non ti uccide, arriva per completarti”. Questa esperienza gli ha permesso di superare paure e debolezze, una resilienza che oggi cerca di trasmettere alla squadra. La gestione del gruppo, infatti, non si limita agli aspetti tecnico-tattici, ma richiede lucidità nell’affrontare le complesse dinamiche umane dentro e fuori dal campo.
Sguardo al futuro
In vista della prossima sfida di campionato, Pisacane ha le idee chiare. Contro la Fiorentina, l’errore da non commettere è “perdere l’attenzione”, sarà necessaria una “gara impeccabile” per ottenere un risultato positivo. Il tecnico ha parlato anche del giovane Palestra, definendolo un giocatore con “potenzialità ancora inespresse”. Secondo l’allenatore, il calciatore ha agito molto d’istinto finora, ma “se alza la qualità, diventerà incredibile“, lasciando intravedere un futuro promettente per il talento rossoblù.




