Il Cagliari ha trovato la sua identità? L'analisi di Boi: "Brutto, sporco e cattivo, ma vincente"
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Il Cagliari ha trovato la sua identità? L’analisi di Boi: “Brutto, sporco e cattivo, ma vincente”

Dopo le vittorie con Juventus e Fiorentina, il giornalista Giuseppe Boi analizza la svolta del Cagliari: una squadra “brutta e cattiva” che ha trovato nel 4-5-1 la sua quadra tattica.

Le due recenti vittorie contro Juventus e Fiorentina hanno riacceso l’entusiasmo in casa Cagliari, ma il giornalista de Il Tirreno, Giuseppe Boi, invita alla cautela. Attraverso un’analisi condivisa sui suoi profili social, Boi sottolinea come la squadra di Pisacane sembri aver trovato una nuova e solida identità, pur avvertendo che la strada per uscire dalle difficoltà è ancora lunga e necessita di conferme.

La solidità del 4-5-1: la chiave della svolta

Secondo l’analisi del giornalista, il cambio di rotta del Cagliari ha una radice tattica ben precisa: il modulo 4-5-1. Già sperimentato con successo nella trasferta di Como, questo sistema di gioco si sta rivelando l’abito perfetto per i rossoblù. Giocare con un blocco basso permette di mascherare quelle amnesie difensive che in passato sono costate care, allontanando il pericolo dalla propria porta. Questa ritrovata solidità esalta le caratteristiche di difensori arcigni come Luperto e Mina, ma anche dei nuovi innesti Rodriguez e Zé Pedro, che trovano in questo schieramento il contesto ideale per esprimersi al meglio.

Un Cagliari “risultatista” che non deve più cambiare

Il nuovo assetto tattico non porta benefici solo in fase difensiva. Le ripartenze veloci diventano un’arma letale, ideale per le caratteristiche di giocatori a tutta fascia come Palestra e per attaccanti rapidi come Esposito e Kilicsoy. Boi elogia la capacità di Pisacane nel valorizzare una rosa più profonda di quanto si pensasse, con l’inserimento di risorse preziose come Mazzitelli e un Gaetano sempre più a suo agio nel ruolo di playmaker. L’auspicio del giornalista è che il tecnico non torni sui suoi passi, smontando quanto di buono costruito. Questo Cagliari definito “brutto, sporco e cattivo, ma vincente” può diventare una squadra “risultatista”, capace di imporsi non solo contro le grandi, ma anche negli scontri diretti. La prossima sfida con il Verona sarà il banco di prova decisivo per verificare la continuità di prestazioni e la solidità del nuovo progetto tattico.