Velizar Iliev, giovane portiere di proprietà del Cagliari, sta dimostrando tutto il suo valore in prestito all’Audace Cerignola, ma il suo sguardo è già proiettato verso il futuro. In una recente intervista concessa a La Repubblica, il classe 2004 ha delineato il suo percorso di crescita, un cammino che ha come obiettivo finale la conquista della Serie A, un traguardo che spera di raggiungere entro il 2026, magari proprio con la maglia rossoblù.
L’esperienza a Cerignola come trampolino di lancio
L’impatto di Iliev nel campionato di Serie C è stato notevole. Dopo un primo periodo di adattamento, da fine ottobre si è preso la maglia da titolare, collezionando una serie di prestazioni convincenti, come dimostrano gli otto clean sheet in tredici partite. Un rendimento che non è frutto del caso, ma di un lavoro costante. “Sono al primo anno tra i grandi, all’inizio dovevo ambientarmi anche a livello di spogliatoio”, ha spiegato il portiere bulgaro, sottolineando la responsabilità di giocare per una piazza con un tifo caloroso. “Ho aspettato con pazienza, poi a fine ottobre sono entrato in porta e da allora sto giocando tanto. Sono felice dei numeri messi insieme sin qui, premiano il lavoro quotidiano della squadra e su me stesso”.
Nel nome di Caprile: i consigli per il futuro
Il legame con il Cagliari resta un punto fermo nella carriera di Iliev. Durante la sua permanenza in Sardegna, ha avuto l’opportunità di allenarsi a stretto contatto con la prima squadra e, in particolare, con Elia Caprile, un riferimento importante per la sua crescita. Come raccontato nell’intervista, l’influenza dell’ex portiere del Bari è stata significativa. “È un grandissimo portiere, tra i migliori d’Italia”, ha affermato Iliev. “Mi è capitato di allenarmi tante volte con lui, anche in prima squadra. Ho studiato come si comporta in campo e con i compagni, si prende tante responsabilità. Mi dava consigli, mi spiegava come vivere con tranquillità questo ruolo e cerco di mettere in atto ciò che mi ha tramesso”.
Tra campo e vita: aneddoti e modelli
L’avventura pugliese è anche un’esperienza di vita. Il portiere, che a Cagliari tutti chiamavano “Zari” per semplicità, sta imparando a conoscere anche la cultura locale, come dimostra un simpatico aneddoto: “Mi chiamano tutti “uagliò”, solo questo. Ho scoperto appena poche settimane fa cosa significa”. Quando non è in campo, la sua passione per il calcio non si ferma. Segue con attenzione la Premier League, con un debole per il Manchester City, e studia i grandi del ruolo come Emiliano Martinez e Gianluigi Donnarumma. Un bagaglio di esperienze e ispirazioni che alimenta la sua grande ambizione: “Sogno di giocare in Serie A. Ci credo tanto, magari già nel 2026…”.




