Kiliçsoy, da Istanbul a Cagliari: l'ascesa di un talento tra gol e sacrifici
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Kiliçsoy, da Istanbul a Cagliari: l’ascesa di un talento tra gol e sacrifici

Semih Kiliçsoy sta stupendo tutti in Serie A. Arrivato con qualche chilo di troppo, l’attaccante turco ha conquistato il Cagliari a suon di gol, giocate e un’incredibile trasformazione fisica.

L’impatto di Semih Kiliçsoy sulla Serie A e sul Cagliari di Fabio Pisacane è sotto gli occhi di tutti. Il giovane attaccante turco, classe 2005, ha saputo conquistare la fiducia dell’ambiente e un posto da titolare a suon di prestazioni maiuscole, come quella offerta contro la Fiorentina, impreziosita da una rete spettacolare in cui ha superato quattro avversari. Un talento che si sta imponendo come uno dei punti fermi della squadra rossoblù.

Una trasformazione fisica e mentale

Dietro le magie mostrate sul terreno di gioco si nasconde un percorso di adattamento e grande dedizione. Al suo arrivo in Sardegna, l’ex giocatore del Besiktas non si trovava in una condizione fisica ottimale, presentando qualche chilo di troppo. Questo aspetto, mai tenuto nascosto, ha richiesto un lavoro specifico e mirato. Sotto la guida dello staff tecnico e della nutrizionista del club, Giovanna Ghiani, Kiliçsoy ha intrapreso un rigoroso programma che ha unito preparazione atletica e un nuovo regime alimentare. I primi mesi hanno richiesto sacrifici e l’adattamento a nuove abitudini, ma la determinazione del giocatore ha prodotto risultati evidenti: una trasformazione fisica che ne ha esaltato le qualità tecniche e il rendimento in campo, superando le più rosee aspettative di inizio stagione.

L’impatto in campo: un titolare inamovibile

Il processo di crescita di Kiliçsoy si è riflesso direttamente sulle sue performance. Dalla partita contro il Pisa, l’attaccante è diventato un elemento imprescindibile nello scacchiere di Pisacane. L’unica eccezione è stata la trasferta di Cremona, dove, pur partendo dalla panchina, il suo ingresso nella ripresa si è rivelato decisivo per cambiare le sorti dell’incontro. Nonostante l’ostacolo della lingua italiana sia ancora in fase di superamento, la sua comunicazione in campo è universale e si esprime attraverso l’intensità, i movimenti senza palla e le scelte di gioco. La perla contro il Torino e la recente rete contro la Fiorentina sono solo gli esempi più lampanti di un giocatore capace di creare superiorità numerica e di essere un punto di riferimento costante per la manovra offensiva della squadra.