Una giornata speciale celebra una figura che incarna lo spirito e la tenacia del Cagliari: Fabio Pisacane spegne 40 candeline. Un traguardo che non rappresenta solo un momento personale, ma che sigilla un percorso straordinario che lo ha visto trasformarsi da pilastro del campo a guida tecnica della squadra rossoblù nella stagione 2025/26, confermando un legame indissolubile con i colori che ha sempre onorato.
Un legame nato nelle difficoltà e consolidato dalla grinta
La storia tra Pisacane e la Sardegna inizia nell’estate del 2015, in un momento delicato per il club, reduce dalla retrocessione in Serie B. In quel contesto, il suo arrivo si rivelò fondamentale. In campo, ha dimostrato un attaccamento fuori dal comune, collezionando 145 presenze e mettendo a segno 4 reti, ma il suo contributo è andato ben oltre i numeri. È diventato un punto di riferimento per lo spogliatoio e un idolo per i tifosi, che in lui hanno sempre riconosciuto un lottatore capace di rappresentare l’anima più profonda della squadra. La sua leadership silenziosa e la sua dedizione lo hanno reso una vera e propria bandiera del club.
Dalla difesa alla panchina, una guida per il futuro
Oggi, il suo ruolo si è evoluto, ma la sua importanza per il mondo Cagliari è rimasta immutata. Da allenatore, Pisacane ha il compito di trasmettere la stessa identità e lo stesso senso di appartenenza a una rosa che comprende giocatori d’esperienza come Leonardo Pavoletti, Yerry Mina e Andrea Belotti, e giovani talenti. Il club, sotto la presidenza di Tommaso Giulini, ha voluto omaggiarlo con un semplice ma significativo messaggio sui propri canali social: “Tanti auguri al nostro Mister”. Queste parole racchiudono l’affetto e la stima per un uomo che, prima da calciatore e ora da tecnico, continua a essere un simbolo di appartenenza e un custode dei valori del Cagliari Calcio.




