La rimonta del Cagliari: 27 gennaio 2008, la folle gara col Napoli
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La rimonta del Cagliari: 27 gennaio 2008, la folle gara col Napoli

27 gennaio 2008: con il Cagliari ultimo in classifica, la sfida al Napoli sembra segnata. Ma una rimonta pazzesca nei minuti di recupero riaccende la speranza e dà il via a una salvezza storica.

Ci sono date che si incidono nella memoria di una tifoseria, momenti che acquisiscono il valore di un simbolo. Per il Cagliari e il suo popolo, il 27 gennaio 2008 rappresenta uno di questi spartiacque. In quella fredda domenica di gennaio, la squadra si trovava all’ultimo posto in classifica con appena 10 punti dopo 19 giornate, un bottino desolante che rendeva la retrocessione uno scenario sempre più concreto. L’arrivo di Davide Ballardini, terzo allenatore di una stagione travagliata, non aveva ancora prodotto la scossa sperata, con due sconfitte nelle sue prime due uscite. L’avversario di giornata, il Napoli, non era certo il più malleabile per tentare di invertire la rotta.

Una squadra trasformata di fronte al suo pubblico

La partita del Sant’Elia sembrava seguire il copione di un destino già scritto. Il Napoli passò in vantaggio e per il Cagliari si materializzava l’ennesima sconfitta. Eppure, qualcosa di diverso si percepiva in campo. A differenza delle precedenti uscite, la squadra non si disunì, ma reagì con un orgoglio e una determinazione sorprendenti. I giocatori rossoblù iniziarono a spingere con continuità, costringendo il portiere avversario, Giannello, a una serie di parate decisive per mantenere il risultato. Questa nuova attitudine non passò inosservata sugli spalti: il pubblico, inizialmente critico, colse il cambiamento e trasformò i fischi in un incitamento incessante, spingendo i propri beniamini verso un’impresa che sembrava impossibile.

Due minuti per cambiare un destino

Quando il cronometro segnò il 90′, il punteggio era ancora a favore degli ospiti. Con i risultati che maturavano sugli altri campi, la permanenza in Serie A appariva come un miraggio sempre più lontano. Ma l’assedio del Cagliari non si placò. Fu al terzo minuto di recupero che la tenacia dei rossoblù venne premiata: Alessandro Matri trovò la zampata vincente per il pareggio, facendo esplodere lo stadio in un urlo liberatorio. Sembrava il giusto epilogo, un punto guadagnato con il cuore. Invece, era solo l’inizio. Sull’onda dell’entusiasmo, il Cagliari si gettò di nuovo in avanti e, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Foggia, fu Daniele Conti a trovare di testa la deviazione del 2-1. Una rimonta completata in pieno recupero che diede il via a una cavalcata memorabile, conclusasi a fine stagione con una salvezza che ebbe il sapore di un trionfo.