Un assist che vale più di un gol. Il gesto tecnico con cui Sebastiano Esposito ha servito a Marco Palestra il pallone per il suo primo gol in Serie A nella partita di Firenze è l’immagine perfetta della sua evoluzione. Con la porta a disposizione, l’attaccante ha scelto di premiare il compagno con un tocco d’esterno no-look, una giocata che ha messo in sicurezza il risultato e ha mostrato una nuova maturità. Quel momento racchiude la trasformazione di un giocatore che ha imparato a mettere il collettivo davanti all’individualismo, diventando un elemento chiave per il Cagliari.
Il cambio di passo a fine anno
La svolta nel rendimento di Esposito ha radici precise, collocate tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. In quel periodo, il giocatore ha preso in mano la squadra, trascinandola con personalità e giocate decisive. Sono arrivate le reti pesanti contro Genoa e Juventus, seguite da assist fondamentali nelle sfide contro Roma e Atalanta. A questi si aggiunge il gol segnato in Coppa Italia al Napoli, a dimostrazione di un impatto costante e di alto livello. Questa fase ha segnato un cambiamento radicale nel suo approccio alle partite, trasformandolo in un leader tecnico e carismatico.
Un contributo che va oltre i gol
Anche quando non finisce sul tabellino dei marcatori, il peso di Sebastiano Esposito nella squadra allenata da Fabio Pisacane è evidente. Il suo contributo si manifesta attraverso il “lavoro sporco”, la capacità di leggere le situazioni di gioco e una continuità di rendimento che prima mancava. L’attaccante è diventato un punto di riferimento, un giocatore capace di incidere sulle partite con una miscela unica di grinta e classe. Questa combinazione di “battaglia e magia” è ormai il suo marchio di fabbrica, il simbolo di un giocatore completo e maturo.




