Arriva un’importante investitura per Matteo Prati, centrocampista del Cagliari. A parlare è Elvio Sanna, suo primo allenatore ai tempi dei Pulcini del Cesena, che in un’intervista a La Stampa ha svelato aneddoti e retroscena sulla crescita del giovane talento, prevedendone un futuro luminoso con la maglia della Nazionale.
Un leader fin da bambino
Il racconto di Sanna parte dagli esordi, quando un giovanissimo Prati, non ancora ottenne, varcò i cancelli del centro sportivo del Cesena. “Era il più piccolo del gruppo, essendo nato a fine dicembre, ma questo non è mai stato un limite per lui, anzi”, ricorda l’allenatore. Fin da subito, Prati mise in mostra una personalità fuori dal comune, quasi da veterano. “Ha immediatamente palesato un carattere da leader”, spiega Sanna, “quando la squadra si trovava in difficoltà, era lui a prenderla per mano e a caricarla sulle sue spalle”. Un talento precoce che si abbinava a doti tecniche notevoli, tanto da essere impiegato inizialmente in un ruolo diverso da quello attuale.
La trasformazione in regista e la previsione sul futuro
Inizialmente, grazie alla sua abilità tecnica, Prati giocava come attaccante, segnando “una caterva di gol”. Tuttavia, il suo primo mentore aveva già intuito il suo vero potenziale. “Aveva una visione di gioco così evoluta che sapevo che prima o poi sarebbe diventato un regista”, confessa Sanna. Una trasformazione completata durante l’esperienza alla Spal, dove l’incontro con Daniele De Rossi si è rivelato decisivo per la sua carriera. Secondo Sanna, il percorso di crescita di Prati è destinato a raggiungere traguardi ancora più prestigiosi. “Matteo è un ragazzo d’oro e il meglio deve ancora venire”, conclude con convinzione, “prima o poi per lui si apriranno anche le porte della Nazionale maggiore”.




