L’ex attaccante Niccolò Giannetti ha ripercorso la sua carriera in un’intervista concessa a Fanpage, dedicando parole di grande affetto alla sua esperienza con la maglia del Cagliari tra il 2015 e il 2017. Nel corso del dialogo l’attaccante ha toccato diversi temi, dalla promozione in Serie A ai ricordi su un giovanissimo Nicolò Barella, fino alle considerazioni sull’attuale tecnico ed ex compagno di squadra, Fabio Pisacane.
Un’esperienza indimenticabile in Sardegna
Nonostante alcune titubanze iniziali legate alla distanza dalla sua Siena, Giannetti ha definito la scelta di trasferirsi in Sardegna come “la più azzeccata della mia carriera”. L’attaccante ha ricordato con emozione il suo arrivo, sottolineando come l’ambiente meraviglioso trovato a Cagliari abbia superato ogni dubbio. Il primo anno è stato coronato dalla conquista della Serie A, un traguardo che ha generato una “festa meravigliosa, indimenticabile”. Anche la seconda stagione, pur con meno spazio in campo, è stata positiva grazie a un gruppo eccezionale. Un legame profondo, tanto da fargli affermare: “Cagliari e la Sardegna mi sono rimaste nel cuore”.
Barella, un leader nato
Tra i ricordi di Giannetti spicca la figura di un Nicolò Barella appena diciottenne, ma già dotato di una personalità fuori dal comune. L’ex attaccante rossoblù è rimasto impressionato dalla maturità del giovane centrocampista. “Giovane, ma già vecchio”, ha commentato, descrivendo come Barella si rapportasse alla pari con i veterani dello spogliatoio come Sau, Farias e Dessena. Giannetti ha raccontato il suo stupore nello scoprire la sua giovane età, definendolo “già un ‘boss’, nel senso buono del termine, dava indicazioni, aveva voce in capitolo nello spogliatoio, un giocatore già pronto”. Una leadership precoce che, secondo Giannetti, ha reso il suo successivo passaggio all’Inter una naturale evoluzione della sua carriera.
La stima per Pisacane: “Ha personalità da vendere”
Un pensiero speciale è stato rivolto all’ex compagno di squadra Fabio Pisacane, attuale allenatore del Cagliari. Giannetti ha ammesso di essere rimasto colpito nel vederlo in panchina, un ruolo che non si aspettava per lui. “Ricordo che, già a quei tempi, sapeva tutto di tutti i giocatori, ma avrei pensato più ad una carriera dirigenziale”, ha confessato. Tuttavia, non ha nascosto la sua ammirazione per il percorso di Pisacane, riconoscendone il talento: “Mi sbagliavo, perché sembra davvero nato per fare l’allenatore”. L’ex attaccante ha elogiato il lavoro svolto con la Primavera e ha sottolineato il coraggio dimostrato nell’accettare la guida della prima squadra, un gesto che “dimostra che ha personalità da vendere”.




