Luperto-Cagliari, il giornalista Boi: “Vi racconto i retroscena dell’addio”
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Luperto-Cagliari, il giornalista Boi: “Vi racconto i retroscena dell’addio”

La cessione di Sebastiano Luperto alla Cremonese non è stata indolore. Le parole del giocatore e del ds Angelozzi svelano una rottura basata su interessi economici, ben lontana da una scelta condivisa.

La conclusione del rapporto tra Sebastiano Luperto e il Cagliari non è stata una semplice operazione di mercato, ma una vera e propria rottura. Le dichiarazioni dei protagonisti, il giocatore e il direttore sportivo Angelozzi, delineano, secondo il giornalista  Giuseppe Boi che ha scritto sui suoi profili social,  un quadro in cui le ragioni economiche e le strategie di carriera hanno avuto un peso determinante, trasformando l’addio in un divorzio dettato da interessi reciproci.

Le due versioni di una rottura

Da una parte, le parole di Sebastiano Luperto lasciano trasparire un senso di inevitabilità, quasi di allontanamento forzato. Il difensore ha sottolineato come un rifiuto al trasferimento avrebbe comportato il rischio concreto di essere messo ai margini del progetto tecnico. Una presa di posizione che suggerisce una fiducia incrinata da parte della società. Dall’altra parte, la versione del Cagliari, affidata al ds Angelozzi, è puramente pragmatica. Il dirigente ha parlato di un’offerta importante e imprevista da parte della Cremonese, definendola un affare vantaggioso per le casse del club e motivando così la decisione di procedere con la cessione. Due narrazioni che, pur non contraddirsi apertamente, rivelano la fine di un legame professionale in cui le convenienze hanno superato ogni altra considerazione.

Una trattativa vantaggiosa per tutti

Analizzando i dettagli dell’operazione, emerge come entrambe le parti abbiano ottenuto benefici concreti. Luperto si è trasferito alla Cremonese, una società che lo corteggiava da tempo, assicurandosi un contratto più lungo e vantaggioso, con scadenza nel 2030. Per il Cagliari, la trattativa si è rivelata un successo finanziario. La posizione iniziale di “incedibilità” del giocatore, un difensore di trent’anni, potrebbe essere stata una mossa strategica per alzarne il prezzo. La cessione a titolo definitivo per 5 milioni di euro, come confermato dalle parole di Angelozzi che ha rivendicato la decisione presa insieme al presidente per il bene del club, rappresenta un’entrata economica significativa. Si è trattato, in definitiva, di una negoziazione andata in porto con soddisfazione di tutti gli attori coinvolti, al di là delle versioni ufficiali.