Un Cagliari dal passo diverso. Dopo 23 giornate di campionato, la squadra guidata da Fabio Pisacane viaggia con un ritmo che segna una netta rottura rispetto al passato. Il confronto con la stagione precedente è eloquente: il bottino attuale conta sette punti in più, frutto di un cambiamento che va oltre la semplice classifica e tocca l’identità stessa del gruppo.
L’impronta del tecnico e i numeri della crescita
La gestione Pisacane ha portato risultati concreti. A questo punto del torneo, i rossoblù hanno ottenuto sette vittorie, due in più rispetto alle cinque registrate dodici mesi fa. Anche il numero di pareggi è salito da sei a sette, mentre le sconfitte sono diminuite, fermandosi a nove. Questi dati riflettono un approccio più ambizioso, con una squadra che scende in campo per cercare il massimo risultato senza accontentarsi. La fragile fiducia del passato ha lasciato spazio a una nuova consapevolezza: il Cagliari ora sa di poter competere contro qualsiasi avversario, sia in casa che in trasferta, grazie a determinazione e spirito di sacrificio.
Dal mercato alla valorizzazione dei talenti
Il cambio di marcia non è casuale. Nasce dalle scelte della società e dalla capacità del tecnico di valorizzare una rosa che unisce esperienza e gioventù. Gli innesti si sono rivelati azzeccati, con giocatori come il centrocampista Gianluca Gaetano e l’attaccante Semih Kiliçsoy che hanno alzato il livello tecnico della squadra. Accanto a loro, giovani come Marco Palestra si stanno ritagliando uno spazio da protagonisti. L’ossatura della squadra, che poggia su elementi come Alberto Dossena e Leonardo Pavoletti, ha trovato nuova linfa in un progetto che mette al centro il coraggio e la voglia di crescere. La squadra non guarda più con timore alla zona retrocessione, distante un solo punto un anno fa, ma compete con una mentalità rinnovata.




