Albarracín in gol con la Primavera, ora vuole il debutto in A: "Qui i campi sono un altro mondo"
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Albarracín in gol con la Primavera, ora vuole il debutto in A: “Qui i campi sono un altro mondo”

Il giovane attaccante uruguaiano racconta il suo arrivo a Cagliari: l’adattamento, l’aiuto del connazionale Rodríguez e il sogno di esordire al più presto con la maglia rossoblù.

Agustín Albarracín ha le idee chiare. Il giovane attaccante uruguaiano, arrivato a gennaio dal Boston Rivers, vuole ritagliarsi il suo spazio nel Cagliari il prima possibile. Intervistato dal media uruguaiano Sport890, il classe 2005 ha raccontato le sue prime settimane in Sardegna, descrivendo un processo di ambientamento veloce e la grande voglia di scendere in campo. L’impatto è stato immediato. “Sono arrivato e dopo due giorni ero già in panchina contro l’Hellas Verona, quindi non ho avuto tempo per pensare”, ha spiegato. Nella giornata di mercoledì è andato in gol nella sfida tra Cagliari e Torino nel campionato Primavera.

Adattamento rapido

L’arrivo in un nuovo continente non ha spaventato Albarracín. Il giocatore ha trovato subito supporto. “Nei primi giorni c’era sempre qualcuno con me, quindi non è stato difficile, uno dei miei agenti mi ha aiutato con ogni cosa“. Anche l’accoglienza ricevuta in città ha lasciato un’impressione positiva sul giovane calciatore. “La gente di Cagliari mi ha accolto benissimo, la città è bella”. L’obiettivo resta il campo. “Sono contento e sto lavorando duro per poter esordire il prima possibile”, ha dichiarato, mostrando determinazione e concentrazione sul lavoro quotidiano.

La differenza dei campi

Una delle maggiori differenze riscontrate da Albarracín riguarda la qualità delle superfici di gioco. Un dettaglio tecnico che, per un giocatore come lui, cambia tutto. “Per me che sono un attaccante e mi piace avere il pallone tra i piedi è più facile“, ha ammesso, spiegando come in Uruguay il rimbalzo del pallone possa essere imprevedibile. “Qua invece il pallone va in maniera spettacolare”. Oltre all’adattamento tecnico, c’è quello fisico. “Sto cercando di rinforzarmi, perché qua cercano di ‘spostarti’ e devi reggere l’urto“. In questo percorso, la presenza del connazionale Juan Rodríguez si è rivelata un fattore chiave. “Juanchi è spettacolare, stiamo sempre spalla a spalla. Andare con un uruguaiano con cui condividiamo le stesse cose rende tutto più facile”. La scelta di trasferirsi in Italia è stata una decisione presa senza esitazioni. “Quando è arrivato il momento di decidere non ci ho pensato un attimo e sono venuto qui in Europa che è quello che uno sogna sempre“.