Un Conti che fa male alla Roma. Non Bruno, la leggenda, ma suo figlio Daniele, che con la maglia del Cagliari ha scritto una pagina particolare del calcio italiano, trasformandosi in un avversario per la squadra del padre. Cinque volte ha punito i giallorossi. Un paradosso per chi, cresciuto nel vivaio romanista accanto a Francesco Totti, sembrava destinato a un futuro nella Capitale.
Da erede a bandiera sarda
Il suo percorso prese una direzione diversa. Il trasferimento in Sardegna segnò l’inizio di una nuova vita calcistica. A Cagliari, Daniele Conti non è stato solo un giocatore di passaggio, ma è diventato capitano e simbolo di un’intera tifoseria, un leader riconosciuto per il suo attaccamento alla maglia rossoblù. Lontano da Roma ha trovato la sua dimensione, costruendo una carriera che lo ha inserito nella storia del club sardo.
Professionista, non vendicatore
Quei cinque gol segnati contro la Roma non sono mai stati, nelle sue parole, frutto di un desiderio di rivalsa. Non c’era rancore. Ogni rete era la conseguenza della sua professionalità e del legame creato con il Cagliari. Conti ha spiegato più volte di non aver vissuto quelle partite come un derby personale, ma come un professionista che lotta per i propri colori. Un rispetto per la Roma, ma un amore calcistico nato e cresciuto in Sardegna.




