Una sconfitta inattesa. Il ko interno del Cagliari contro il Como per 1-2 ha ribaltato i pronostici basati sulla gara di andata. Il giornalista Andrea Marinozzi ha analizzato la partita, spiegando come la squadra di Fabregas sia riuscita a espugnare il campo rossoblù, a differenza di quanto si aspettava.
Il piano tattico di Pisacane disinnescato
Le aspettative erano diverse. Marinozzi si attendeva una partita bloccata, sulla falsariga di quanto visto all’andata, quando il Cagliari di Pisacane aveva messo in difficoltà il Como con un blocco basso e una pressione costante. Una gabbia tattica. Quella strategia sembrava la chiave per imbrigliare il gioco dei lariani, costringendoli a giocare in spazi stretti. Invece, il gol che ha sbloccato il risultato ha cambiato completamente lo scenario, permettendo al Como di gestire la partita in modo diverso. Non è bastato il pareggio. La bella giocata di Marco Palestra aveva riaperto i giochi, ma la reazione non è stata sufficiente a cambiare l’inerzia del match.
La maturità del Como: “Sanno sporcarsi le mani”
Il Como ha mostrato un volto nuovo. Secondo l’analisi di Marinozzi, la vera novità rispetto al passato è la capacità della squadra di Fabregas di “sporcarsi le mani”, gestendo il vantaggio con pragmatismo e senza paura di soffrire. Una squadra meno estetica, più concreta. Questa maturità ha permesso loro di controllare la partita anche dopo aver subito il momentaneo pareggio cagliaritano. Un altro aspetto messo in luce dal giornalista è la capacità del Como di trovare ogni volta un protagonista diverso, un segnale della forza di un collettivo che non dipende da un singolo giocatore. Un avversario che ha imparato la lezione dell’andata, lasciando al Cagliari l’amaro in bocca.




