Il 20 maggio 1990 l’Arena Garibaldi si tinse di rossoblù. Ventimila tifosi del Cagliari occuparono gli spalti dello stadio di Pisa per una partita che andava oltre il semplice risultato. In palio c’era il ritorno in Serie A, un traguardo che metteva fine a un periodo buio e segnava la rinascita di un club che solo tre anni prima aveva sfiorato il fallimento.
La firma di Ranieri su una stagione da incorniciare
La squadra era guidata da un giovane Claudio Ranieri. La sua gestione fu il culmine di una stagione che riportò entusiasmo in tutta la Sardegna. La trasferta di Pisa rappresentò l’ultimo atto di un percorso iniziato tra le difficoltà, con la società salvata da Tonino Orrù e da un gruppo di imprenditori. La promozione non era solo un obiettivo sportivo. Era il simbolo di una rivincita. La partita contro i toscani, già sicuri del secondo posto, non fu una formalità. I padroni di casa passarono in vantaggio al 2′ con Neri, sfruttando un errore di Firicano. Il Cagliari non si scompose. Dopo un quarto d’ora, Valentini trovò il pareggio di testa, complice un’incertezza del portiere Simoni.
Un pareggio che vale la storia
La ripresa continuò a regalare emozioni. Un rigore trasformato da Incocciati portò di nuovo avanti il Pisa, ma la reazione del Cagliari fu immediata. Pochi istanti dopo, Bibi Provitali fissò il punteggio sul 2-2. Un risultato che bastava. Al triplice fischio, mentre la curva esplodeva in un boato, il presidente Orrù corse ad abbracciare Ranieri in panchina. La festa, però, era appena iniziata. Il vero tripudio attendeva la squadra all’aeroporto di Elmas, al suo ritorno in Sardegna.




