L’equilibrio da solo non basta. Il Cagliari di Fabio Pisacane ha trovato una base solida, una squadra capace di restare in partita e difendersi con ordine. Ora serve il passo successivo. Trasformare la compattezza in vittorie, trovando continuità negli ultimi venti metri, dove le partite si decidono.
Kiliçsoy al centro: le mosse di Pisacane
Le assenze forzate di Esposito per squalifica e di Idrissi costringono a un cambio di programma nella partita contro il Pisa. Un problema che può diventare risorsa. Al centro dei pensieri c’è Semih Kiliçsoy, il cui talento va sfruttato più vicino alla porta avversaria, dentro l’area di rigore. Lì può essere decisivo. Per liberarlo dai compiti di ripiegamento, servono giocatori di supporto. Michael Folorunsho, con la sua fisicità e capacità di corsa, può agire da seconda punta o esterno per creare spazi. Un’altra via porta a Yael Trepy. Il suo profilo sembra adatto a ricalcare i movimenti di Esposito, legando il gioco tra i reparti e dialogando con la punta. Infine c’è Agustín Albarracín, un’arma da utilizzare a gara in corso per spaccare il ritmo con la sua imprevedibilità. Pisacane ha diverse carte da giocare. L’obiettivo è trovare la combinazione giusta per aggiungere quella concretezza che finora è mancata, premiando il lavoro di un gruppo che ha già dimostrato di avere fondamenta solide.




