Virgilio Perra non usa giri di parole. L’analisi dell’ex tecnico dopo la sconfitta del Cagliari contro il Napoli è un attacco diretto alle scelte della società e della guida tecnica. Nessun alibi. Nel mirino finiscono l’impostazione tattica, la gestione di alcuni giocatori e una campagna acquisti che avrebbe indebolito la squadra sul piano tecnico e psicologico.
Guerra con le fionde e l’enigma Mazzitelli
“Si va alla guerra con le fionde”. Perra usa questa metafora per descrivere un centrocampo con Gaetano e Sulemana, giudicato troppo leggero per contrastare il Napoli. Manca chi fa un fallo tattico. L’ex tecnico non comprende l’ostracismo di Fabio Pisacane verso Luca Mazzitelli, decisivo nel trittico di vittorie con gol, personalità e intelligenza tattica. “Ora si preferiscono altri”, afferma. Perra ipotizza che il suo carattere mite possa essere una causa, mentre la squadra è priva di leader come lui e Deiola. Un altro enigma è Zappa. La sua assenza dai radar coincide con un calo di rendimento di Palestra sulla fascia destra, dove i due si scambiavano spesso il ruolo.
L’errore Luperto e il colpo psicologico
“Vendere Luperto è stato un errore madornale”. Il giudizio di Perra sulla principale operazione di mercato è netto e rappresenta il fulcro della sua critica. Quella mossa ha rotto gli equilibri. La difesa, definita “bilanciatissima” con il suo apporto, è stata smantellata per puntare su Dossena, reduce da un infortunio di undici mesi. Una strategia che non costruisce nulla. Perra contesta l’uso di prestiti secchi e invoca più spazio per i giovani, ma il danno più grave è un altro. La cessione è stata un colpo psicologico per i giocatori, che “hanno capito che il Cagliari non aveva ambizioni”.




