Un vantaggio che si è assottigliato troppo in fretta. Massimo Rastelli, ex allenatore del Cagliari, analizza il momento della squadra rossoblù in un’intervista concessa a La Nuova Sardegna, individuando le ragioni di una flessione inaspettata. Dopo una serie di tre vittorie, il margine sulla zona retrocessione sembrava rassicurante. Forse troppo. “Aveva qualcosa come 11 punti di vantaggio sul terzultimo posto”, ha ricordato Rastelli, ipotizzando che questo scenario possa aver indotto un rilassamento involontario in una parte del gruppo.
L’ombra del rilassamento e il fattore infortuni
Secondo il tecnico, la sicurezza di una classifica tranquilla potrebbe aver giocato un brutto scherzo. “Forse inconsciamente qualcuno dei giocatori si è rilassato”, ha dichiarato. Un’analisi da cui però Rastelli esclude una figura oggi centrale nel progetto tecnico, l’allenatore Fabio Pisacane, che lui stesso ha allenato: “Non credo Pisacane, perché sin dai tempi in cui lo avevo come giocatore era uno che restava concentrato sino alla fine dell’ultima partita”. Oltre al fattore psicologico, un altro elemento ha inciso sul rendimento. “Penso che abbia contribuito anche la serie ripetuta di infortuni”, ha aggiunto Rastelli. La mancanza di alternative, in un calcio che permette cinque sostituzioni, finisce per pesare. “Se perdi qualche titolare ma anche qualcuna delle scelte ulteriori, diventa dura”.
I passaggi a vuoto con Lecce e Pisa
Nella sua disamina, Rastelli individua due partite chiave che hanno segnato l’inversione di tendenza per il Cagliari. Si tratta delle sconfitte contro Lecce e Pisa. Due battute d’arresto che, secondo l’ex allenatore, si sarebbero dovute evitare per mantenere il passo e non rimettere in discussione la salvezza. Scontri diretti persi che hanno permesso alle concorrenti di riavvicinarsi, complicando una situazione che appariva sotto controllo. Un monito per il presente, perché come ha concluso lo stesso Rastelli, ora non sono più ammessi errori: “Bisogna evitare altri passi falsi”.




