Stadio Cagliari, due nodi con il comune: Giulini frena su superficie e parcheggi
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Stadio Cagliari, due nodi con il comune: Giulini frena su superficie e parcheggi

Il presidente Giulini fa il punto sul nuovo stadio: due ostacoli con il Comune frenano l’avvio dei lavori. In ballo diritti di superficie, canone e la gestione dei parcheggi.

Il progetto per il nuovo stadio del Cagliari attende il via libera definitivo. Due questioni aperte con il Comune frenano l’avvio della gara per la costruzione dell’impianto. A fare il punto è il presidente Tommaso Giulini, che a margine dell’assemblea di Lega Serie A ha delineato gli ostacoli: il diritto di superficie e la partita economica legata a canone e parcheggi. Il Piano Economico Finanziario è stato depositato a dicembre, ma senza un accordo su questi due fronti la strada resta in salita.

Un compromesso per il diritto di superficie

Il primo scoglio riguarda il diritto di superficie. Il club rossoblù insiste per ottenerlo, una prassi consolidata in Italia per chi realizza stadi su aree in concessione. Il Comune di Cagliari, però, non intende concederlo alle condizioni richieste. “Stiamo cercando un compromesso,” ha spiegato Giulini, segnalando che i legali sono al lavoro per trovare una soluzione. Il presidente si è detto disponibile a discutere modalità che tutelino l’ente pubblico, specialmente nel caso in cui le banche finanziatrici richiedessero il diritto come garanzia. L’obiettivo è raggiungere un’intesa in tempi brevi per non bloccare ulteriormente l’iter.

Canone e parcheggi, la linea del club

L’altro fronte di discussione è puramente economico. Giulini ha distinto il canone che il Cagliari Calcio verserà alla società veicolo per l’utilizzo dell’impianto, stimato in 2-2,5 milioni di euro, da quello tra la stessa società e il Comune. Quest’ultimo, secondo il presidente, “deve essere simbolico per far girare il Piano Economico Finanziario”. La situazione si complica con la richiesta del Comune di gestire tutti i parcheggi, inizialmente destinati alla società costruttrice. Una richiesta che, per Giulini, cambia le carte in tavola. “A maggior ragione il canone dovrebbe essere azzerato”, è la sua posizione netta.

Investitori pronti a salire di quota

La realizzazione dello stadio è legata a doppio filo anche alle dinamiche societarie. Giulini ha confermato l’ingresso di nuovi investitori, il cui interesse principale è proprio il nuovo impianto. “Ho sempre detto che non avrei potuto e voluto occuparmi della costruzione da solo”, ha affermato. Se il progetto andrà avanti, la loro partecipazione è destinata a crescere. Il presidente ha smentito le cifre circolate, ma ha confermato la sua volontà di vedere un aumento della loro quota. “Sono un industriale, non un immobiliarista”, ha concluso, mostrandosi soddisfatto dell’arrivo dei nuovi partner.