La partita giusta, ma solo per un tempo. L’analisi di Alberto Polverosi sulle pagine del Corriere dello Sport fotografa la prestazione a due facce del Cagliari contro la capolista Inter. La squadra di Fabio Pisacane ha saputo imbrigliare i nerazzurri per 45 minuti, mostrando organizzazione e compattezza, prima di cedere nella ripresa sotto i colpi degli avversari.
La strategia di Pisacane
Nel primo tempo il piano gara ha funzionato. Il Cagliari ha coperto bene ogni zona del campo, togliendo spazi e respiro alla manovra dell’Inter, che pure ha mantenuto il possesso palla per il 60% del tempo. Un possesso sterile. La difesa rossoblù ha costretto gli avversari a un continuo sbattere contro un muro. Secondo Polverosi, in quella fase la partita l’aveva vinta tatticamente Pisacane, non Chivu. L’assenza di Lautaro Martinez tra le fila nerazzurre si è fatta sentire in un’area di rigore affollata, dove è mancato il suo guizzo per sbloccare la situazione.
Le disattenzioni fatali
Eppure, un campanello d’allarme era già suonato. La migliore occasione dell’Inter nei primi 45 minuti è nata da un contropiede, frutto di una disattenzione della difesa sarda. Un errore isolato, ma non troppo. Quella stessa amnesia si è ripetuta all’inizio del secondo tempo, e questa volta il Cagliari l’ha pagata a caro prezzo. I nerazzurri hanno trovato la via del gol nei primi dieci minuti della ripresa, sfruttando proprio quelle mancanze di velocità e precisione che avevano caratterizzato la loro prima frazione. Un crollo che ha trasformato una prestazione ordinata in una sconfitta per 3-0.




