Dieci chilometri per una nuova identità. La prestazione di Gianluca Gaetano nella vittoria per 3-2 contro l’Atalanta va oltre il dato atletico, segnando la sua affermazione in un ruolo diverso. Il centrocampista ha raccontato la genesi della sua trasformazione in regista, una posizione che sente sua. La squadra ha eseguito il piano: “Questa è la partita che dovevamo fare e l’abbiamo fatta bene”, ha spiegato a DAZN.
Un ruolo costruito con il mister
Il suo arretramento in campo non è un’improvvisazione. È una scelta ponderata. Gaetano ha rivelato come il cambiamento sia stato discusso e approvato insieme all’allenatore, richiedendo però un inserimento graduale: “È stato bravo il mister, lo abbiamo concordato insieme”, ha detto il giocatore. Il percorso ha richiesto pazienza: “Non da subito, perché venivo da un infortunio e mi serviva tempo per mettere condizione”. Il battesimo in quella posizione è avvenuto contro la Juventus, un esame che ha dato conferme: “È sempre stato quello che ho voluto fare, quindi penso di sì”.
Un’idea nata a Napoli
L’ambizione di giocare più arretrato ha radici profonde. Nasce durante la sua esperienza a Napoli: “Da tanto, diciamo da quando stavo a Napoli. Anche con ex allenatori mi mettevano in quella posizione lì e mi piaceva tanto”, ha confessato Gaetano. Il motivo è legato alla sua natura: “Ero molto nel vivo del gioco, toccavo tanti palloni”. Il centrocampista sa che l’adattamento non è completo e che deve continuare a lavorare sulla struttura fisica e sulla corsa: “Piano piano sto migliorando e lo sto facendo”, ha aggiunto, consapevole che il percorso è appena iniziato: “C’è ancora margine di miglioramento”.




