La candidatura al Premio Puskás 2025 per il gol più spettacolare dell’anno ha acceso i riflettori su Alessandro Deiola. Il centrocampista del Cagliari ha raccontato le sue emozioni in un’intervista alla FIFA, svelando i retroscena della prodezza contro il Venezia dello scorso 18 maggio e ribadendo il suo profondo legame con la maglia rossoblù, un sogno che coltiva fin da bambino.
Deiola sul gol al Venezia
La rete candidata al prestigioso riconoscimento è un mix di tecnica, velocità e gioco di squadra. Deiola ha ricostruito l’azione, nata da un rilancio di Augello e sviluppatasi attraverso una fitta rete di passaggi. “Da lì è partito un gioco di interscambi, passaggi di prima, colpi di tacco, tunnel, e da lì si è acceso lo stadio“, ha spiegato il centrocampista. Dopo aver servito Gaetano, si è inserito nello spazio, anticipando la giocata. “Dopo che l’ho controllata avevo già in mente di calciare“, ha confessato, descrivendo la sensazione quasi istintiva che lo ha pervaso al momento del tiro: “Mi sono detto ‘se prendo la porta è gol’”. Nonostante la prodezza sia individuale, Deiola ha voluto condividere i meriti con i compagni, attribuendo il 50% del successo al collettivo che lo ha messo nelle condizioni ideali per concludere.
Un sogno nato da bambino
La notizia della candidatura è stata un’emozione fortissima, un “brivido per tutto il corpo” condiviso con la moglie e le figlie. Come raccontato nell’intervista, questo riconoscimento rappresenta un traguardo importante nella sua carriera, un percorso iniziato nel settore giovanile del Cagliari nel 2006. “Volevo diventare un simbolo per questo Club e per questa maglia“, ha dichiarato, sottolineando come anche le esperienze in prestito, inizialmente difficili da accettare, siano state fondamentali per la sua crescita come uomo e calciatore. Guardando al futuro, Deiola non nasconde un’altra grande ambizione: “Un giocatore spera sempre di poter arrivare in nazionale. Se uno ci crede, nulla è impossibile”.




