La partita per il nuovo stadio del Cagliari si gioca contro il tempo. L’obiettivo di candidare la città a ospitare gli Europei del 2032 impone una svolta rapida, con la necessità di formalizzare la proposta entro luglio. Le prossime settimane diventano decisive per superare gli ostacoli che ancora frenano il progetto.
I nodi da sciogliere tra club e comune
Il dialogo tra la società rossoblù e l’amministrazione comunale prosegue, ma restano due punti principali di discussione. Il primo riguarda il diritto di superficie, richiesto dal club ma visto con alcune riserve dal Comune. Il secondo è l’entità del canone annuale che il Cagliari dovrebbe versare, giudicato per ora troppo basso rispetto all’investimento pubblico previsto per l’opera. Sul tavolo c’è anche la questione dei parcheggi, un elemento inserito nel piano economico-finanziario del club che attende una definizione. Intanto, i costi complessivi del progetto hanno già raggiunto quasi 187 milioni di euro più IVA, una cifra che potrebbe aumentare in caso di ulteriori ritardi. L’intesa da trovare entro la primavera è il presupposto per lanciare la gara pubblica internazionale a giugno e rispettare le scadenze UEFA.




