Sedici trofei vinti non sono bastati a colmare il vuoto. Una carriera ad altissimo livello non è riuscita a portare la felicità. Gregory Van der Wiel, ex terzino del Cagliari, ha affidato a una serie di video pubblicati sul suo profilo Instagram un racconto crudo e sincero della sua battaglia contro la depressione, un nemico invisibile che lo consumava mentre il mondo esterno applaudiva i suoi successi.
Guardare la vita da fuori
Le parole dell’olandese descrivono una dissociazione profonda dalla propria esistenza. Un’apatia totale. “Non sentivo nulla: né gioia, né orgoglio, né sollievo”, ha confessato Van der Wiel. La sensazione era quella di essere uno spettatore passivo dei propri trionfi, incapace di provare qualsiasi emozione. Un’oscurità interiore che nessuno poteva vedere. “Vincevo, ma mi sentivo solo. Era come se stessi guardando la mia vita da fuori”, ha aggiunto, dipingendo l’immagine di un uomo intrappolato. La sua era una lotta silenziosa, nascosta dietro la facciata del calciatore di successo. “Nessuno sapeva che stavo affogando. Né la mia famiglia, né i miei compagni di squadra, né io stesso”. Oggi l’ex giocatore ha scelto di condividere la sua esperienza per accendere una luce su un tema troppo spesso lasciato ai margini del dibattito pubblico.




