Nicolò Cavuoti, oggi parte integrante della rosa del Cagliari, ha avuto un percorso di crescita che ne ha forgiato il carattere e la tecnica. A far luce sulle qualità del centrocampista è Alessandro Agostini, suo ex allenatore ai tempi della Primavera rossoblù, che in una intervista a TuttoBari ha tracciato un profilo dettagliato, rivelando aspetti chiave del suo potenziale.
Un giocatore duttile e di qualità
Secondo Agostini, la versatilità è una delle doti principali di Cavuoti. Sebbene il tecnico lo impiegasse prevalentemente in un ruolo specifico, ne riconosceva la capacità di adattarsi a diverse zone del campo. “Io lo facevo giocare mediano, nei due di centrocampo, in cui ha fatto molto bene”, ha spiegato Agostini, aggiungendo però che il giocatore sa esprimersi con efficacia anche in altre posizioni. “Ma può fare anche la mezzala ed il trequartista perché ha grandi doti tecniche e fisiche”. L’ex allenatore della Primavera ha sottolineato come il centrocampista possieda “un’ottima forza, un ottimo piede ed un’ottima visione di gioco”, qualità che gli hanno permesso di ben figurare in tutti i ruoli interpretati. Agostini ha ricordato il legame costruito con il ragazzo: “Ho conosciuto un ragazzo straordinario sotto l’aspetto umano e calcistico”.
La maturità come chiave di volta
Oltre alle doti tecniche, Agostini si era soffermato sull’importanza del contesto e della fiducia per la crescita di un giovane talento. Le sue parole, riferite all’esperienza di Cavuoti in prestito al Bari, suonano oggi come una previsione del percorso necessario per affermarsi a Cagliari. “Se sente la fiducia dell’allenatore e dell’ambiente, trovando spazio, credo che vi stupirà”, aveva dichiarato, evidenziando come le difficoltà facciano parte del percorso di ogni giovane calciatore. Un altro aspetto cruciale individuato da Agostini era la tenuta mentale. Alla domanda su quali aspetti dovesse migliorare, l’ex tecnico puntò sull’atteggiamento: “Punterei sull’aspetto mentale: per quello che è il mio pensiero, deve essere più continuo e tenere duro nei momenti difficili”. Un passo che, evidentemente, Cavuoti ha compiuto per ritagliarsi il suo spazio in rossoblù.
Agostini e la panchina: la speranza di un progetto
Nell’intervista, Alessandro Agostini ha parlato anche del suo percorso professionale. Dopo aver conseguito il patentino UEFA Pro al termine di un corso definito “impegnativo”, l’ex difensore guarda al futuro con ambizione, in attesa dell’opportunità giusta per rimettersi in gioco. “Spero che il futuro mi ponga qualcosa di interessante”, ha concluso, “vorrei ricominciare con un progetto serio ed in cui si possa avere tempo per dimostrare”.




