Il Cagliari si distingue nel campionato di Serie A 2025/26 per una precisa identità. La squadra guidata dal presidente Tommaso Giulini ha l’età media più bassa del torneo, attestandosi su 23,9 anni. Una scelta chiara, che si riflette non solo nella composizione della rosa ma anche nella guida tecnica, affidata a Fabio Pisacane.
Una rosa a prova di futuro
I numeri confermano una strategia precisa. Dietro al Cagliari si piazzano Como (24,6 anni) e Parma (24,8), mentre agli antipodi si trovano club come Napoli (29,2) e Inter (28,9). La linea verde non si ferma ai giocatori. Anche l’allenatore, Fabio Pisacane, classe 1986, è il terzo più giovane della Serie A, preceduto solo da Cesc Fabregas del Como e Carlo Cuesta del Parma. Questa coerenza tra campo e panchina dimostra la volontà del club di costruire un progetto basato sulla crescita interna e sulla valorizzazione dei talenti emergenti.
Il mercato di gennaio abbassa ancora l’età
Le operazioni della sessione invernale hanno ulteriormente rafforzato questa direzione. La partenza del trentenne Luperto è stata bilanciata dall’arrivo del ventisettenne Alberto Dossena. L’impatto maggiore è però arrivato dall’inserimento di profili ancora più giovani, come l’attaccante uruguaiano Agustín Albarracín, classe 2004, e l’olandese Othniël Raterink, nato nel 2005. Giocatori come loro rappresentano il nucleo di un gruppo destinato a crescere insieme.
Sostenibilità come modello di crescita
La politica del presidente Giulini è una risposta concreta alle dinamiche del calcio moderno. In un contesto di costi crescenti per cartellini e stipendi, investire su prospetti giovani diventa un percorso per garantire equilibrio economico. L’obiettivo è chiaro: creare valore tecnico e patrimoniale, seguendo l’esempio di operazioni passate come quelle che hanno riguardato Piccoli e Zortea. Un modello che punta a coniugare la competitività sportiva con la stabilità finanziaria del club rossoblù.




