Gennaro Iezzo, ex portiere del Cagliari e protagonista della promozione in Serie A nella stagione 2003-2004, ha condiviso le sue riflessioni sulla squadra rossoblù in un’intervista esclusiva. Dalle sue parole emerge un forte apprezzamento per il lavoro del tecnico Fabio Pisacane, per la qualità di giovani talenti come Elia Caprile e per la politica societaria, con uno sguardo nostalgico ai suoi anni in Sardegna, indelebilmente legati alla figura di Gianfranco Zola.
Pisacane e la linea verde: “La società ha avuto coraggio”
L’ex portiere ha espresso grande ammirazione per la scelta del Cagliari di affidare la panchina a un tecnico giovane come Fabio Pisacane, criticando la mentalità comune nel calcio italiano. “Si sente sempre parlare di esperienza ed è una cosa che a me fa rabbia”, ha dichiarato Iezzo, sottolineando come le idee e la capacità di gestire il gruppo siano più importanti dell’età. Secondo lui, la società merita un plauso per aver creduto in questa filosofia: “Quando tu hai delle idee e una società che, come nel caso del Cagliari con Pisacane, assorbe quello che vuole l’allenatore, poi escono fuori delle cose importanti”. L’approccio sta dando i suoi frutti, con una squadra che “esprime un gioco piacevole” e segue un cammino definito “positivo”. Iezzo vede in questa tendenza un beneficio anche per il calcio italiano in generale, citando talenti come Sebastiano Esposito e Gennaro Borrelli come esempi di giovani che meritano fiducia.
Caprile eccellenza italiana, Albarracin un potenziale aiuto
Parlando dei singoli, Iezzo ha riservato parole di grande stima per Elia Caprile, considerato uno dei migliori portieri del panorama nazionale. “Caprile penso che sia uno dei profili più importanti per quanto riguarda i portieri italiani”, ha affermato, ricordandone l’affidabilità già dimostrata a Bari e Napoli. La sua presenza è un valore aggiunto per la squadra: “In Italia è uno dei portieri più forti e per fortuna ce l’ha la squadra di Pisacane”. Riguardo alle strategie di mercato, Iezzo ha commentato positivamente le operazioni del club, menzionando l’allora possibile arrivo di Agustin Albarracin e la forte tradizione dei calciatori uruguaiani a Cagliari. Secondo l’ex portiere, i nuovi innesti erano necessari e “i giocatori presi sono forti e potranno aiutare”, inserendosi in un gruppo che appare solido e ben guidato.
I ricordi di Iezzo: dalla promozione con Zola alla Serie A dei campioni
Nel corso dell’intervista, Iezzo ha ripercorso la sua avventura in rossoblù, iniziata quasi per caso. “Mi ci sono trovato casualmente”, ha raccontato, spiegando di essere stato l’ultimo acquisto del mercato invernale grazie a una chiamata del direttore Nicola Salerno. A Cagliari trovò subito “un ambiente bello con un gruppo forte”, sentendosi a casa. Il ricordo più vivo è legato alla promozione e alla festa che ne seguì, con la scommessa dei capelli tinti di rossoblù. Figura centrale di quel periodo era Gianfranco Zola, definito “l’emblema di quella squadra e della Sardegna”. Iezzo ha sottolineato l’onore di aver giocato con lui, esaltandone non solo le “giocate strepitose” ma anche il valore umano. Infine, un pensiero sulla Serie A di quegli anni, un campionato di “calciatori stratosferici” in cui il Cagliari, forte soprattutto tra le mura amiche del Sant’Elia, lottò con “unione di gruppo ed una voglia di lottare che facevano la differenza”.




