La verità sulla cessione di Prati: una scelta tattica e la volontà del giocatore
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La verità sulla cessione di Prati: una scelta tattica e la volontà del giocatore

Il direttore sportivo Guido Angelozzi fa luce sui motivi che hanno portato Matteo Prati al Torino, spiegando il ruolo della nuova tattica di Pisacane e della richiesta esplicita del giocatore.

Il direttore sportivo del Cagliari, Guido Angelozzi, ha fatto chiarezza sui motivi che hanno portato al trasferimento di Matteo Prati al Torino durante l’ultima sessione di calciomercato. Le sue parole, riportate da Tuttosport, rivelano un retroscena legato a precise scelte tecniche e alla volontà espressa dal centrocampista, delineando un quadro completo della situazione.

L’intuizione di Pisacane e il nuovo ruolo di Gaetano

Alla base della partenza di Prati c’è stata una precisa evoluzione tattica voluta dal tecnico Fabio Pisacane. L’allenatore ha infatti deciso di ridisegnare il centrocampo, affidando a Gianluca Gaetano il ruolo di playmaker davanti alla difesa. Questa mossa si è rivelata determinante per la squadra, con l’ex giocatore del Napoli che ha saputo interpretare la posizione con qualità e continuità, contribuendo in modo significativo alla risalita in classifica del Cagliari. Come spiegato da Angelozzi, l’intuizione dell’allenatore ha dato i suoi frutti, portando a risultati positivi e cambiando gli equilibri interni della mediana rossoblù.

La richiesta del giocatore e la formula del trasferimento

Il successo di Gaetano nel nuovo ruolo ha inevitabilmente ridotto lo spazio a disposizione per Matteo Prati, che è scivolato indietro nelle gerarchie del tecnico. Di fronte a questo scenario, è stato lo stesso giocatore a farsi avanti. “Considerata la situazione, ci ha chiesto di andare via e l’abbiamo accontentato”, ha confermato Angelozzi, sottolineando come in quel ruolo, in questo momento, Gaetano sia considerato superiore. La società ha quindi assecondato la richiesta del centrocampista, trovando un accordo con il Torino sulla base di un prestito oneroso di circa 450 mila euro fino al 30 giugno 2026, con un diritto di riscatto fissato a 7 milioni di euro.