Adam Obert mette da parte la nazionale. La delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali del 2026 con la Slovacchia, sfumata dopo la sconfitta per 4-3 contro il Kosovo, è già alle spalle. Ora la testa è solo al Cagliari. Il difensore, reduce da una partita giocata per intero, ha affidato ai canali ufficiali della sua federazione il suo pensiero, tracciando una linea netta tra l’amarezza e il futuro. “Abbiamo avuto momenti positivi”, ha ammesso, “ma non siamo riusciti a gestire la gara come l’avevamo preparata e il Kosovo ha sfruttato le occasioni”.
Fiducia e futuro: il patto con il Cagliari
L’esperienza in nazionale, seppur conclusa con un risultato negativo, si inserisce in una stagione di crescita per il giocatore. Obert ha dimostrato una notevole duttilità tattica, adattandosi a diverse posizioni. “Cerco sempre di dare il meglio di me a prescindere da dove mi mette l’allenatore”, ha spiegato, rivelando di aver imparato molto nel ruolo di esterno sinistro. La sua preferenza, però, resta chiara: “Mi sento più a mio agio quando giochiamo con tre centrali, il difensore è un ruolo che svolgo da quando ero bambino”. La fiducia del Cagliari nel suo potenziale è stata confermata dal rinnovo contrattuale fino al 2030, un segnale della volontà del club di costruirgli attorno un progetto a lungo termine. Un attestato di stima che il difensore intende ripagare sul campo. “Il prolungamento è sempre una soddisfazione, significa che il club è felice del rendimento. Fino alla fine del campionato darò il massimo per raggiungere gli obiettivi del Cagliari, poi vedremo cosa succederà dopo”.




