Il calciomercato del Cagliari è al centro di un’analisi dettagliata da parte di Vittorio Sanna, che attraverso il suo canale YouTube ha offerto una prospettiva sulle recenti partenze di Sebastiano Luperto e Zito Luvumbo. Le sue parole delineano una strategia societaria che va oltre il semplice dato economico, toccando le sfere delle relazioni umane e delle necessità tecniche della squadra guidata da Fabio Pisacane.
Il caso Luperto: una questione di feeling
Secondo l’analisi di Sanna, la cessione di Sebastiano Luperto non deve essere interpretata come una “svendita”, bensì come una scelta motivata da dinamiche personali e umane. Il fattore decisivo sarebbe stato il forte legame tra il difensore e l’allenatore Davide Nicola, lo stesso “feeling” che in passato ne aveva favorito l’arrivo in Sardegna. Criticare la società per questa operazione sarebbe quindi un errore, anche alla luce dei dati economici: la cessione ha generato una plusvalenza di un milione di euro, a un prezzo superiore alla valutazione di mercato del giocatore. Dal punto di vista tecnico, la sua partenza lascia un vuoto, ma non una voragine incolmabile. Il ritorno di Alberto Dossena, pur con le incertezze legate al recupero da un infortunio, offre al Cagliari un profilo con caratteristiche simili per colmare la falla nel reparto difensivo.
Luvumbo a Maiorca
Diversa è la logica dietro la partenza di Zito Luvumbo, trasferitosi in prestito oneroso con diritto di riscatto al Maiorca. Questa mossa viene definita come una “scelta saggia” per tutte le parti coinvolte. L’obiettivo primario è permettere al giocatore di ritrovare continuità, fiducia e l’opportunità di un rilancio in un nuovo contesto. La formula del trasferimento non rappresenta una bocciatura, ma un’occasione di crescita. La decisione nasce da precise esigenze tecniche, evidenziate dalle difficoltà di Luvumbo nell’integrarsi pienamente nel sistema di gioco di Fabio Pisacane. Questa operazione, conclude Sanna, si inserisce in un “disegno” più ampio: tutelare il valore del calciatore e, al contempo, liberare spazio in rosa per elementi più funzionali al progetto tecnico. Si tratta di scelte che, pur potendo generare rumore, sono necessarie per dare ordine e coerenza alla squadra.




