Un punto che vale oro per la classifica e per il morale. Il Cagliari di Fabio Pisacane esce dal Vinovo Training Center con un pareggio per 2-2 contro la Juventus, frutto di una reazione d’orgoglio negli ultimi quindici minuti. Sotto di due reti, i rossoblù hanno trovato la forza di rialzarsi, lasciando l’amaro in bocca al tecnico avversario Simone Padoin. In campo per i sardi anche i giocatori aggregati dalla prima squadra come Trepy, Mendy e Raterink, alla sua prima apparizione ufficiale in Italia.
Quattro pali e doppio vantaggio Juve
La partita si sblocca solo nella ripresa. Dopo un primo tempo tattico e con poche occasioni, è la Juventus a prendere il controllo. Al 60′ Montero porta in vantaggio i suoi con un colpo di testa su azione d’angolo. La squadra di Padoin insiste e, dopo aver colpito ben quattro pali durante l’incontro, trova il raddoppio al 76′ con Merola, abile a convergere dalla sinistra e a battere Kehayov con un tiro a fil di palo. La gara sembrava chiusa.
Rimonta rossoblù firmata Mendy e Sugamele
Il Cagliari non si arrende. Tre minuti dopo il 2-0, al 79′, Mendy accorcia le distanze spingendo in rete un assist di Grandu e riaccende le speranze. La squadra di Pisacane si riversa nella metà campo avversaria alla ricerca del pareggio. La pressione dà i suoi frutti in pieno recupero. Al 93′ Sugamele, subentrato a Trepy, riceve palla al limite dell’area e scaglia un tiro potente sotto la traversa che fissa il punteggio sul 2-2. Nei secondi finali Kehayov e un salvataggio sulla linea di Cogoni blindano il risultato.
La delusione di Padoin
Al termine della gara, il tecnico bianconero Simone Padoin non ha nascosto la sua delusione. Ha definito il Cagliari una squadra “quadrata, che sta sempre sul pezzo”, ammettendo il miglior approccio alla gara dei rossoblù. Secondo l’allenatore, a pesare sul risultato sono state alcune “ingenuità” commesse dai suoi giocatori dopo il doppio vantaggio, costate la vittoria. Nonostante la buona prestazione e le tante occasioni create contro una difesa solida, Padoin ha sottolineato la necessità per la sua squadra di imparare a chiudere le partite per non perdere punti preziosi.




