Un punto in tre partite. Il rallentamento del Cagliari ha una spiegazione chiara per Guido Angelozzi. La squadra è giovane e paga le assenze. Il direttore sportivo, intervenendo a Dazn prima della gara con il Parma, ha analizzato il momento della squadra senza cercare alibi, ma indicando una strada precisa basata su un mix di pazienza e metodi consolidati. Sette titolari fuori non sono un dettaglio.
Assenze e linea verde: il prezzo da pagare
Quando mancano sette titolari, mantenere lo stesso livello di risultati diventa un’impresa. Angelozzi va dritto al punto. “È vero, nelle ultime tre abbiamo fatto un punto”, ha ammesso il dirigente, collegando direttamente il calo di rendimento ai numerosi infortuni che hanno colpito la rosa rossoblù. Non è un problema nuovo. Anche nelle gare precedenti i giocatori indisponibili erano sei o sette. A questo si aggiunge l’età media della squadra, con tanti ragazzi “dal 2005 in su” che si affacciano al calcio professionistico. “Quando hai una squadra così giovane può capitare di non riuscire sempre a ottenere il risultato”, ha spiegato Angelozzi.
Generazione Z e “vecchie maniere”
La gestione di un gruppo così giovane richiede un approccio specifico. Il tecnico Fabio Pisacane lavora molto sul linguaggio per entrare in sintonia con quella che definisce la “Generazione Z”. Un metodo diverso da quello del direttore sportivo. “Io resto un po’ alle vecchie maniere, ma penso di riuscire comunque a farmi capire”, ha confessato Angelozzi. Riconosce la bravura del suo allenatore nel connettersi con i calciatori: “Fabio è più giovane di me, è molto bravo perché riesce a entrare nella testa dei calciatori”. Nonostante le difficoltà, la filosofia non cambia. “Noi cerchiamo sempre di fare la nostra partita per vincere”, ha ribadito il ds. “Poi vinca il migliore”.




