Il calcio abbatte ogni barriera. La città di Macomer ha ospitato un dibattito sull’inclusione che ha coinvolto le scuole, la LND Sardegna e il Cagliari, rappresentato dalla dirigente Elisabetta Scorcu. Un tema sentito. La Sardegna detiene infatti il primato in Italia per numero di squadre di calcio paralimpiche, un contesto che ha arricchito la discussione.
Lo sport per diventare cittadini
“Lo sport è cuore e passione”. Le parole di Gianni Cadoni, presidente della LND Sardegna, indicano la via per superare gli ostacoli. “Il calcio aiuta i ragazzi a diventare bravi cittadini,” ha spiegato, descrivendo una disciplina che unisce il divertimento a obiettivi come l’inclusione. Al centro del confronto anche la lotta al bullismo e al cyberbullismo, temi affrontati durante l’incontro con gli studenti.
Una realtà per tutta l’isola
“Il calcio per tutti è una realtà”. Elisabetta Scorcu, in rappresentanza del Cagliari e come vicepresidente della Divisione Calcio Paralimpica, ha descritto il percorso fatto nell’isola. Un modello che funziona. “C’è un percorso di crescita per le persone, educativo e integrato al percorso sportivo di ciascuno”, ha concluso.




