Caso Esposito, l'ex arbitro Calvarese dà ragione a Pisacane: "Nessuna simulazione"
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Caso Esposito, l’ex arbitro Calvarese dà ragione a Pisacane: “Nessuna simulazione”

La rabbia di Pisacane dopo Cagliari-Como trova conferma. L’ex arbitro Calvarese boccia il direttore di gara Marinelli e giudica inesistente la simulazione costata la squalifica a Sebastiano Esposito.

Fabio Pisacane alza la voce. Dopo la sconfitta interna contro il Como, il tecnico del Cagliari interrompe un silenzio sulle direzioni di gara che durava da otto mesi e le sue lamentele trovano ora conferma nell’analisi dell’ex arbitro Giampaolo Calvarese. Una scelta precisa, quella dell’allenatore, maturata al termine di una partita decisa da episodi contestati.

Ammonizioni e squalifica

La rabbia del tecnico nasce da due cartellini gialli. Entrambi sventolati per simulazione a Marco Palestra e Sebastiano Esposito. “Vederli ammoniti per simulazione fa strano, per usare un eufemismo”, ha commentato Pisacane. A pesare è soprattutto la sanzione per l’attaccante, che era in diffida e sarà costretto a saltare la trasferta di Pisa. “È la cosa che mi fa più imbufalire”, ha proseguito l’allenatore. A dare peso alle sue proteste è arrivata l’analisi di Calvarese, che ha assegnato un 5 in pagella all’arbitro Livio Marinelli. Secondo l’ex fischietto, il contatto tra Ramon ed Esposito non era simulazione. Un errore che costa la squalifica all’attaccante rossoblù. “Non ho mai commentato gli episodi arbitrali”, ha aggiunto Pisacane, “ma venire beffati in questo modo non è accettabile”.

Un cambio di approccio

La scelta di parlare rappresenta un cambio di rotta. “Forse sono stato troppo buono”, ha ammesso Pisacane. Il suo intento, ha spiegato, è sempre stato quello di favorire un dialogo costruttivo con la classe arbitrale, evitando polemiche sterili. “Voglio essere di aiuto agli arbitri, non fare lamentele sistematiche”. La sensazione, però, è che questo approccio non abbia pagato. “Se continuiamo a fare buon viso, certi episodi finiscono sempre per andare dalla stessa parte. E questo non va bene”. Nonostante l’amarezza, l’allenatore ha riconosciuto il valore della prestazione dei suoi e la qualità degli avversari: “Abbiamo fatto una grande prova. Chi vince ha sempre ragione, e i complimenti vanno al Como e a Da Cunha”.