L’attacco del Cagliari non dipende solo dai gol dei suoi finalizzatori. In un sistema offensivo che ha portato al gol 16 giocatori diversi, emerge il lavoro di Sebastiano Esposito. L’attaccante classe 2002 si è trasformato in un elemento tattico per gli equilibri voluti dal tecnico Fabio Pisacane, andando oltre il suo ruolo primario di marcatore.
Il sacrificio per la squadra
Il suo ultimo centro risale al 29 novembre. Da quella data, l’attaccante cresciuto nel settore giovanile dell’Inter non ha più trovato la via della rete, fermandosi a tre gol stagionali. Un digiuno che però non ha scalfito il suo apporto alla manovra rossoblù. Esposito ha infatti messo a referto quattro assist per i compagni, un dato che, unito al suo costante lavoro in fase di pressing e copertura, ne descrive un profilo da giocatore totale. La sua capacità di adattamento alle richieste tattiche lo ha reso un punto di riferimento, anche senza trovare la porta con continuità.
Un attacco corale
La mancanza dei suoi gol è compensata da un impianto di gioco che distribuisce il peso offensivo su tutta la squadra. Le 28 reti realizzate finora dal Cagliari sono il frutto di un lavoro collettivo. La difesa ha contribuito con cinque gol, mentre il centrocampo ne ha firmati otto. Il reparto avanzato, con quindici marcature, completa un quadro che dimostra la capacità della squadra di trovare soluzioni diverse in zona gol. In questo contesto, il lavoro di Esposito diventa un ingranaggio che permette all’intero meccanismo di funzionare.




