Michael Agazzi ha raccontato la sua versione sull’addio al Cagliari, un percorso segnato dalla gratitudine verso la piazza e da un rapporto complesso con l’allora presidente Massimo Cellino. L’ex portiere, in un’intervista al podcast The Table Football, ha svelato i retroscena di una separazione non semplice.
Il rifiuto del rinnovo e lo scontro
La decisione di Agazzi era maturata. Sentiva il bisogno di lasciare l’isola per testare le proprie capacità: “Volevo capire se ero in grado di giocare a un livello più alto”, ha spiegato. Una scelta comunicata con fermezza prima al direttore sportivo Nicola Salerno e poi direttamente a Cellino. “Presidente, questa volta no”, disse Agazzi al patron. “La ringrazierò finché campo: mi ha preso dalla Serie B, mi ha fatto giocare, mi ha difeso quando le cose andavano male. Le devo tanto, ma non rinnovo”. La risposta di Cellino fu inizialmente conciliante, con la promessa di mantenerlo titolare.
La situazione precipitò quando il presidente rifiutò un’offerta per il portiere: “Io lì persi la testa”, ha ammesso Agazzi. Le prestazioni calarono e arrivò la decisione di metterlo fuori rosa. La tensione raggiunse l’apice negli ultimi giorni di mercato, con la richiesta del Chievo. Di fronte all’ennesimo tentennamento di Cellino, Agazzi sbottò: “Presidente, mi ha rotto i co***. Mi sta rovinando la vita”. Una frase che sbloccò la trattativa, con il presidente che, a sorpresa, gli bonificò tutti gli stipendi arretrati prima della partenza. Il destino poi scrisse una sceneggiatura particolare: Agazzi contribuì alla salvezza del Chievo proprio vincendo a Cagliari.:”Un cerchio che si chiuse in modo perfetto”.




