Vinciguerra: "Ho imparato da Lapadula, Mertens il mio idolo. E quel paragone con Lavezzi..."
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Vinciguerra: “Ho imparato da Lapadula, Mertens il mio idolo. E quel paragone con Lavezzi…”

Alessandro Vinciguerra, talento del Cagliari in prestito al Monopoli, si racconta tra i segreti imparati da Lapadula e il suo idolo Mertens.

Il calcio deve rimanere soprattutto divertimento. Un concetto semplice, quasi una dichiarazione d’intenti per Alessandro Vinciguerra, giovane attaccante di proprietà del Cagliari in prestito al Monopoli. Il suo percorso di crescita prosegue in Serie C, dove sta mettendo in mostra qualità che affondano le radici nel suo passato in Sardegna.

La lezione di Lapadula e l’istinto del gol

Per un attaccante non dotato di una struttura fisica imponente, l’astuzia diventa un’arma. Vinciguerra lo ha capito osservando da vicino Gianluca Lapadula durante la sua esperienza a Cagliari: “L’ho imparato da Lapadula”, ha raccontato il giovane attaccante in un’intervista al Quotidiano di Puglia. “Notavo che, anziché andare a saltare, riusciva a prendere posizione sul difensore per proteggere palla e sbilanciarli. Per me, che non ho una grande struttura, è super utile”.

Da Napoli alla Sardegna, sulle orme di Mertens

Il viaggio di Vinciguerra è iniziato presto. A soli 13 anni ha lasciato Napoli per inseguire il suo sogno a Cagliari, completando tutta la trafila nel settore giovanile rossoblù. Un percorso culminato con la vittoria della Coppa Italia Primavera sotto la guida di Fabio Pisacane. Il suo modello di riferimento viene proprio dalla sua città d’origine: “Da piccolo il mio idolo era Mertens”, ha confessato, “abbiamo un modo di giocare simile, anche se qualcuno dice che somiglio anche a Lavezzi”. Paragoni che non pesano, ma che delineano il profilo di un giocatore rapido e imprevedibile, capace di creare pericoli attaccando la profondità, come dimostrato nella recente partita del suo Monopoli contro il Picerno.