Il Cagliari come trampolino di lancio per i talenti. Un ruolo che il club si è ritagliato nel tempo e che trova una conferma precisa nella traiettoria di Raoul Bellanova. Walter De Vecchi, ex calciatore del Milan, ha ripercorso la carriera dell’esterno, individuando nel periodo trascorso in Sardegna il punto di svolta. Secondo De Vecchi, l’esperienza rossoblù non è stata un caso isolato, ma si inserisce in una precisa tendenza della società.:”È un po’ la storia recente del Cagliari, far esplodere i giocatori di fascia”, ha affermato in un’intervista a Radio Rossonera.
Dalla Francia alla Sardegna, passando per Bergamo
La carriera di Bellanova non è stata lineare. Fin da giovane al Milan, si distingueva per doti fisiche e una corsa fuori dal comune. De Vecchi smentisce le voci su un carattere difficile: “Non è vero che fosse una testa calda”. La scelta di trasferirsi al Bordeaux fu dettata da ragioni economiche, un’offerta che il Milan non poteva pareggiare. L’esperienza in Francia si rivelò però prematura. Il ritorno in Italia, grazie all’intuizione di Giovanni Sartori che lo portò a Bergamo, non diede risultati immediati. Con Gasperini il rapporto durò poco, aprendo le porte al prestito in rossoblù. Fu proprio a Cagliari che il suo percorso ha cambiato direzione: “È letteralmente esploso”, racconta De Vecchi, sottolineando come l’ambiente sardo sia stato il catalizzatore per il suo talento.
L’evoluzione tecnica e la Nazionale
L’esplosione a Cagliari ha gettato le basi per la sua definitiva consacrazione. Il passaggio successivo al Torino sotto la guida di Ivan Juric gli ha permesso di compiere un ulteriore passo avanti sul piano tecnico. Se prima era un giocatore prevedibile nel cross, cercando quasi sempre il destro, con Juric ha ampliato il suo bagaglio di soluzioni. Questa evoluzione lo ha portato a conquistare un posto stabile in Nazionale. Un traguardo che per De Vecchi è la logica conseguenza di un percorso di crescita costante, che lo pone oggi tra i migliori interpreti del ruolo in Italia: “In Italia non ci sono molti quinti del suo livello”, conclude l’ex calciatore.




