Una delusione netta. Le parole di Jeda, doppio ex della sfida tra Cagliari e Lecce, pesano sul momento della squadra rossoblù. L’attaccante brasiliano, in un’intervista rilasciata a TuttoCagliari.net, non ha nascosto il suo disappunto per la prestazione offerta all’Olimpico, tracciando al contempo la rotta per la prossima sfida salvezza.
Una squadra frenata e senza personalità
La sconfitta contro la Roma non è andata giù all’ex attaccante. “In effetti sono rimasto piuttosto deluso dalla prestazione del Cagliari. Mi sarei aspettato una squadra più spavalda”. Secondo Jeda, il pronostico sfavorevole avrebbe dovuto garantire una maggiore serenità mentale ai giocatori. Invece è accaduto il contrario. “Fin dalle prime battute si è visto che non avevamo né la giusta dose di coraggio né le motivazioni necessarie per affrontare quel tipo di avversario. Eravamo come frenati”. Un atteggiamento che ha sorpreso il brasiliano, il quale ha riconosciuto la forza della Roma ma senza considerarla un ostacolo insormontabile. Per lui, in queste occasioni serve più personalità.
Con il Lecce una sfida indecifrabile
Il calendario mette ora di fronte al Cagliari il Lecce, in un incrocio che Jeda definisce tra “le partite più difficili”. La situazione si è capovolta in un solo turno. I sardi arrivavano da tre vittorie consecutive, i salentini da una serie di risultati negativi. Poi la sconfitta di Roma e la vittoria a sorpresa del Lecce con l’Udinese hanno rimescolato le carte. “Il match dell’Unipol Domus è indecifrabile. Non ci sono favoriti”. Per Jeda, una vittoria del Cagliari allontanerebbe la squadra dalla zona pericolosa, ma avverte sulla determinazione dei giallorossi. “Il Lecce a sua volta dovrà dare continuità al convincente successo ottenuto contro i friulani”.
L’appello finale: “Senza paura di essere felici”
La ricetta per la partita è chiara. Servono determinazione e spregiudicatezza. Jeda chiede alla squadra di scendere in campo “col coltello tra i denti” per sfidare gli avversari a viso aperto. L’obiettivo è troppo vicino per lasciarselo sfuggire. L’invito finale è un appello a liberarsi dalle paure che hanno frenato la squadra contro la Roma. Un monito a ritrovare la gioia di giocare per conquistare un traguardo fondamentale. “Senza avere paura di essere felici, perché la vittoria – ripeto – significherebbe salvezza messa definitivamente in cassaforte”.




