Un Cagliari che avrebbe potuto osare di più contro il Como, ma che ora ha davanti a sé una sfida delicata contro il Pisa. È questa la sintesi dell’analisi di Gianfranco Matteoli, doppio ex della partita, che ai microfoni di TuttoCagliari ha fornito la sua visione sul momento della squadra di Fabio Pisacane, tra scelte tattiche e prospettive future.
La gara col Como: tra prudenza e rimpianti
Contro il Como si è visto un Cagliari guardingo. Una scelta precisa. Secondo Matteoli, la formazione schierata da Pisacane, con i soli Esposito e Folorunsho in avanti, mirava a non perdere contro un avversario forte. “Il Cagliari ha impostato la gara con l’obiettivo di non perderla”, ha spiegato. Un punto, d’altronde, avrebbe mosso la classifica. A bocce ferme, però, emerge un’altra prospettiva. L’ex centrocampista ipotizza che si sarebbe potuto giocare con più coraggio e spirito propositivo. Un pareggio, quasi raggiunto, sarebbe stato accolto con soddisfazione, ma col senno di poi resta l’idea di un’occasione per osare di più.
Il peso delle assenze e l’identità della squadra
Le scelte tattiche sono state condizionate dalle assenze. Su tutte, quella di Gianluca Gaetano. “Probabilmente con Gaetano in campo sarebbe stata tutta un’altra partita”, afferma Matteoli. Vede in lui le qualità del regista moderno, pur notandone ancora una certa timidezza nel ruolo. La sua crescita è però costante. L’identità della squadra resta comunque chiara, basata su recupero palla e contropiede. Un DNA interpretato al meglio da Marco Palestra, che secondo l’ex regista “sta facendo una stagione straordinaria” per dinamismo ed esuberanza.
Ora il Pisa: una sfida a due facce
Lo sguardo si sposta ora sull’Arena Garibaldi. La partita contro il Pisa si preannuncia delicata per entrambe le formazioni. I toscani sono all’ultima spiaggia e si giocheranno il tutto per tutto. Questa pressione, secondo Matteoli, potrebbe trasformarsi in un vantaggio per il Cagliari. Una squadra costretta a vincere a ogni costo rischia di perdere lucidità psicologica. L’avvertimento, però, è chiaro e vale anche per i rossoblù. La conclusione di Matteoli non lascia spazio a interpretazioni: “Non dovranno e non potranno fallirla”.




