La corsa per la salvezza richiede lucidità e concentrazione fino all’ultimo. Un concetto ribadito da Giuseppe Pancaro, ex difensore del Cagliari, che dalle pagine di Domus Rossoblù ha analizzato la situazione della squadra in vista della partita contro la Lazio. L’ex giocatore ha invitato a non dare nulla per acquisito, ricordando le difficoltà del campionato e l’importanza di mantenere alta la guardia per assicurarsi la permanenza nella massima serie.
L’analisi sulla squadra e l’elogio a Pisacane
Secondo Pancaro, la sfida con la Lazio arriva in un momento particolare per entrambe le formazioni. “La Lazio non sta vivendo un gran momento, c’è confusione e arriva da una sconfitta”, ha spiegato, notando come la classifica dei biancocelesti sia inferiore alle attese. Al contrario, il percorso del Cagliari fino a questo punto viene giudicato positivo, malgrado la battuta d’arresto con il Lecce. L’avvertimento, però, è chiaro e diretto. “Non è stato fatto ancora nulla”, ha affermato Pancaro. L’ex terzino ha poi espresso parole di stima per il tecnico Fabio Pisacane, un esordiente che “sta mostrando intelligenza ed equilibrio”. La ricetta indicata è semplice: “bisogna tenerlo a mente e cercare di salvarsi il prima possibile per vivere un finale di stagione più sereno rispetto agli ultimi anni”.
I ricordi di un quinquennio in rossoblù
L’intervista è stata anche l’occasione per ripercorrere i suoi cinque anni in Sardegna. Un ricordo su tutti è il suo primo gol con la maglia del Cagliari, segnato nella semifinale di andata di Coppa Uefa del 1994 contro l’Inter. “È un ricordo che porto ancora nel cuore: un’emozione enorme”, ha confessato. Pancaro ha raccontato anche le difficoltà iniziali, quando faticava a trovare spazio a causa della concorrenza di Pusceddu, e un episodio che cambiò la sua traiettoria professionale. Quando il club aveva deciso di mandarlo in prestito, fu l’allora tecnico Tabárez a bloccare tutto. “Dopo un’amichevole a Olbia, mi vide e mise un veto alla mia cessione. È stato un passaggio importante, non solo per restare in Sardegna, ma per la mia carriera”. Un legame, quello con l’isola, rimasto forte anche dopo il trasferimento alla Lazio nel 1997, una scelta definita “complicata” ma necessaria per la sua crescita. “Sarò sempre grato al Cagliari: mi ha fatto esordire in A e mi ha preparato per una grande squadra”.




