L’ex attaccante Rolando Bianchi, nel corso di un’intervista concessa a Radio TV Serie A, ha ripercorso le tappe principali della sua carriera, riservando parole di grande affetto per la sua stagione in Sardegna.
Un anno indimenticabile
Intervenendo ai microfoni di Radio TV Serie A, Bianchi ha definito la sua avventura a Cagliari “una delle esperienze più belle” della carriera. Per l’attaccante, allora molto giovane, si trattava della prima volta lontano da casa, un periodo di adattamento rapido sotto la guida di due allenatori molto diversi come Reja e Arrigoni, che seppero dargli tanto. La stagione fu coronata prima dalla vittoria del campionato di Serie B e poi dalla salvezza in Serie A. L’attaccante ha ricordato con entusiasmo una “squadra favolosa”, composta da talenti come Zola, Langella, Suazo ed Esposito. Pur essendo il quinto attaccante in rosa, Bianchi ha sottolineato come le sue caratteristiche diverse gli permisero di ritagliarsi uno spazio e, soprattutto, di crescere confrontandosi con “atleti e professionisti esemplari”.
Zola, un maestro dentro e fuori dal campo
Un pensiero speciale è stato dedicato a Gianfranco Zola, descritto da Bianchi con parole di profonda ammirazione. “Gianfranco è unico come persona, come calciatore, come professionista. È stato un atleta fantastico: la sua carriera parla per lui, ma si distingueva soprattutto dal punto di vista umano come persona e come valori. Era un giocatore che aiutava molto i giovani nella loro crescita e dava sempre il buon esempio fuori e dentro il campo”.




