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Garlando ironico sul pizzicotto di Mina: “Niente Var perché…”

Un pizzicotto di Yerry Mina a un avversario del Napoli scatena la polemica. Un tifoso scrive a SportWeek, ma la risposta del giornalista Luigi Garlando è spiazzante.

Un pizzicotto di Yerry Mina a un attaccante del Napoli accende il dibattito. L’episodio, avvenuto durante la sfida della Unipol Domus del 20 marzo, è tornato d’attualità attraverso la posta di Sportweek, il settimanale de La Gazzetta dello Sport. Un tifoso ha chiesto spiegazioni per il mancato intervento della tecnologia, ricevendo una risposta che ha virato sull’ironia.

La protesta del tifoso azzurro

La discussione nasce dalla lettera di un sostenitore del Napoli indirizzata al giornalista Luigi Garlando. Il tifoso non ha usato mezzi termini per descrivere il comportamento del difensore colombiano del Cagliari. Ha definito Mina un “provocatore” che “non gioca a calcio”, lamentando la “violenza” del suo gesto. La domanda posta al giornalista era diretta: “Perché il Var non è intervenuto per punire la violenza del difensore sul nostro centravanti in Cagliari-Napoli?”. Il riferimento è alla stretta del centrale rossoblù a un capezzolo dell’attaccante avversario, un gesto che ha evidentemente lasciato scorie nel post-partita.

L’ironia come risposta

La replica di Garlando ha spiazzato il lettore, evitando i tecnicismi regolamentari. Il giornalista ha offerto una chiave di lettura sarcastica per giustificare il silenzio della sala Var. Secondo Garlando, il mancato intervento sarebbe stato dettato da una questione di “imbarazzo”. L’arbitro, ha scritto, avrebbe dovuto comunicare una decisione scomoda a tutto lo stadio. La chiosa finale del giornalista immagina proprio il contenuto di quell’annuncio: “A seguito di revisione, il numero 26 del Cagliari ha strizzato un capezzolo al numero 19 del Napoli…”.