Pisacane gestisce le assenze: Mina torna a guidare la difesa del Cagliari
Home > Notizie Cagliari Calcio > Cagliari, le critiche a Mina e Pavoletti sono ingiuste. I dati che le smentiscono

Cagliari, le critiche a Mina e Pavoletti sono ingiuste. I dati che le smentiscono

Le critiche ai veterani non trovano riscontro nei numeri. L’analisi statistica dimostra come il rendimento e il carattere del difensore e del capitano siano ancora un fattore per il Cagliari.

Le critiche verso Yerry Mina e Leonardo Pavoletti non trovano riscontro nei numeri. In una stagione che ha generato malumori tra i tifosi, i due veterani sono finiti nel mirino, ma un’analisi statistica del loro rendimento racconta una storia diversa. I dati dimostrano come il loro apporto, sia in termini di prestazioni che di carattere, resti un fattore per il Cagliari.

Pavoletti, l’efficienza del capitano

L’età non sembra pesare sul capitano. Leonardo Pavoletti, vicino ai 38 anni, mantiene una media realizzativa in linea con quella dei giovani compagni di reparto. Nonostante abbia segnato una sola rete in stagione, quella messa a segno a Pisa, il suo ritmo è di un gol ogni 272 minuti. Un dato vicino a quello dei capocannonieri della squadra, Semih Kiliçsoy (un gol ogni 235 minuti) e Sebastiano Esposito (uno ogni 222). Al di là delle statistiche, il suo carattere emerge in gesti come la “L” mostrata al pubblico pisano, un segnale di appartenenza e grinta che va oltre il semplice sfottò legato alla rivalità con Livorno.

L’impatto di Mina sulla squadra

C’è un Cagliari con Yerry Mina e uno senza. I numeri lo confermano. Con il difensore colombiano in campo per 18 partite, la squadra ha conquistato 22 punti, frutto di 5 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte, mantenendo una media di 1,22 punti a partita. Senza di lui, il bilancio peggiora: in 11 gare sono arrivati solo 8 punti (2 vittorie, 2 pareggi, 7 sconfitte), con una media che crolla a 0,73 punti. Anche lui ha segnato un gol. Il suo temperamento, come quando ha risposto con un gesto di sfida ai fischi dello stadio dopo un’espulsione avversaria, si unisce a quello di Pavoletti nel formare una leadership di cui la squadra ha bisogno.