Il Cagliari vive uno stallo. La conferma di Fabio Pisacane sulla panchina rossoblù, nonostante due mesi di risultati negativi e un concreto rischio retrocessione, non placa le critiche. Secondo l’analisi del giornalista Giuseppe Boi, in una situazione normale il tecnico non sarebbe più al suo posto. Il cambio apparirebbe necessario, al di là delle colpe dell’allenatore, per dare una scossa a una squadra in difficoltà.
La scommessa del presidente
A decidere è Tommaso Giulini. Il presidente sembra intenzionato a proseguire con la sua scommessa su Pisacane, promosso dalla Primavera. Una scelta che ora i risultati sembrano smentire. Dietro questa decisione, però, si celano anche logiche societarie. Il processo di passaggio di quote alla nuova proprietà impone di chiudere il bilancio il più vicino possibile al pareggio. Un cambio di guida tecnica inciderebbe sui conti, creando pendenze tra chi cede e chi acquista. Mentre la nuova proprietà si impegna sul fronte stadio, la gestione tecnica resta di fatto bloccata. Giulini stesso aveva messo in conto i rischi, affermando che “se va male è colpa di chi sceglie”.
Tensione in panchina
Fabio Pisacane appare in difficoltà. Il suo comportamento in conferenza stampa dopo la partita con il Sassuolo ha mostrato segnali di nervosismo. Il tecnico ha ripreso un giornalista accusandolo di vedere solo gli aspetti negativi, senza però indicare quali fossero gli elementi positivi della prestazione. Ha poi evitato di rispondere a una domanda su un possibile incontro con il presidente Giulini, liquidando la questione con un secco “non è importante”. Atteggiamenti che, secondo Boi, denotano una mancanza di lucidità e non lasciano ben sperare per il futuro.




